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IVG.it
Articolo n° 22837 del 20/03/2008 - 16:36

In ricordo di Vittorio Vitaliano, detto Gilera

Gentile Redazione,
sono consapevole che Savona e il Ponente siano afflitti da seri problemi a tutti noti, quali le traversie della Ferrania, la Margonara, la frana sull’Aurelia. Tuttavia, vorrei soffermarmi per un momento su Vittorio Vitaliano, detto Gilera, di cui ho appreso tardi la notizia della sua scomparsa.
Ho avuto modo di constatare che molte persone, savonesi e non, ricordano con simpatia la figura di questo singolare personaggio sconosciuto ai più ma capace di attrarre l’affetto di chi aveva avuto l’occasione di conoscerlo. In fondo, ogni città ha il suo personaggio pittoresco, se non bizzarro, e anche Savona aveva il suo: Gilera, per l’appunto.
Sono molto dispiaciuto per il Gilera, e vorrei segnalarne un ricordo personale. L’ho conosciuto una sola volta, quando ero di stanza alla caserma Bligny. Era una sera del 1986 e stavo bevendo qualcosa in un bar della piazza di Legino, quando sento un potente sferragliare di pistoni. Mi giro e vedo questa persona, come un uomo di altri tempi, entrare saltellante e sorridente nel bar, ordinare con possenza e allegria qualcosa da bere e nello stesso tempo fare il verso della sua amata Gilera “brum, brum, bruuum!” con la bocca.
Ricordo che una recluta cominciò a prendere in giro lui e la sua amata motocicletta, trattandolo come un interdetto. Lui, Gilera, lo inchiodò con una semplice battuta. Gli replicò che poteva anche essere un tipo fuori dalle righe, ma non era né matto né una scimmietta ammaestrata al suo servizio, e pertanto voleva rispetto. La recluta, manco a dirlo, non aprì più bocca. Anzi, se in quel momento si fosse trovato davanti il suo comandante avrebbe avuto un atteggiamento meno deferente.
Mi era istintivamente simpatico e quando uscì dal bar chiesi alla titolare chi fosse quel tipo così particolare. Nel frattempo che ascoltavo le sue vicissitudini, lo vidi eseguire una serie di favolose acrobazie, andandosene via con la possenza del suo motore e della sua voce.
Non credevo ai miei occhi. Più che un bizzarro individuo, mi sembrava uno di quei tipici personaggi usciti dalle canzoni di De Andrè o Paolo Conte, tanto per fare un esempio.
Non mi dilungo oltre sul personaggio. Chi lo conosceva, sa dei suoi trascorsi, delle sue azioni, della sua bontà d’animo. Peccato, solo, che con il passare del tempo abbia assunto la tendenza ad isolarsi.
Ad ogni modo, anche se non ho avuto più occasione di rivederlo, non l’ho mai dimenticato. Ogni volta che mi sono recato sulla spiaggia di Albisola, ho sempre osservato la galleria della Valloria, dove scampò alla morte, e nei miei pensieri è sempre tornato lui, il Gilera.
Ora, la prossima volta che la osserverò, mi verrai nuovamente alla memoria e anche se ormai non sei più tra noi, sentirò lo stesso il rombo della tua motocicletta che scorazza veloce per l’Aurelia. E scusami se ho disturbato il tuo sonno con le mie chiacchiere, ma due righe volevo scrivertele. Te le dovevo.
Addio Gilera. Corri, corri felice nel vento…

Antonio Marotta

Redazione

7 commenti a “In ricordo di Vittorio Vitaliano, detto Gilera”
gian_74 ha detto..
il 20 marzo 2008 alle 17:22

Accidenti mi era sfuggita questa notizia, mi dispiace davvero tanto. Condivido tutto ciò che ha detto Antonio Marotta e con un po’ di commozione ricordo quando ultimamente, affranto dall’impossibilità di guidare la sua storica moto, sostava presso le biglietterie del parcheggio di piazza del Popolo chiedendo qualche spicciolo per comprarsi qualcosa da bere. Mi faceva sorridere il fatto che come ringraziamento il Gilera contraccambiava quei pochi spiccioli con qualche caramella e si offendeva se non accettavi. Che personaggio… Mi mancherà!

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jchnusa ha detto..
il 25 marzo 2008 alle 22:08

mi unisco a quanto scritto in precedenza “grande gilera”

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Bruno Pirastu ha detto..
il 26 marzo 2008 alle 01:44

Gilera, Alfredo, Tunin, una Savona umana. Savona ha una sua anima, una sua storia, i suoi personaggi. Il cavallo bianco delle Poste con il carro giallo. Torniamo ad essere umani

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Antonio Marotta ha detto..
il 26 marzo 2008 alle 16:42

Gentile Sig. Pirastu, quando ho saputo della scomparsa di Gilera ho dato una rapida scorsa in internet. Tranne IVG e la titolare di un suo personale sito, nessuno ne ha divulgato notizia.
Ora, non si pretendevano titoloni in prima pagina, ma dedicare almeno due righe alla scomparsa di chi, a modo suo, era pur sempre un personaggio storico di Savona, non avrebbe recato fastidio a nessuno.
E sì che le reazioni non sono mancate. Come ha potuto rilevare dalla mia lettera, Gilera lo avevo visto solo una volta ma ho sentito egualmente la necessità di omaggiarlo di un personale ricordo. Però, non sono io ad essere sensibile, ma era Gilera che non passava inosservato.
Forse, alla base di tutto, è che langue sempre di più il romanticismo delle cose, o delle persone, ed è così che si perde l’interesse di ciò che ci circonda, ignorandone il significato e la valenza del suo passato.
A Milano, ho notato una cripta mortuaria, dove vi è scritto “Voi sarete ciò che noi siamo adesso. Chi si scorda di noi, scorda sè stesso”. Forse il contesto non sarà molto allegro, ma non vi è dubbio che il significato di queste parole debba far riflettere non poco…
Ottime cose.

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Bruno Pirastu ha detto..
il 26 marzo 2008 alle 17:35

Egr. Sig. Marotta. Da sempre mi è stato detto che senza passato non esiste futuro e , purtroppo, Savona come città ha nel suo DNA la repulsione al suo passato civile. Del passato non salviamo niente , anzi sembra che ricordare che l’ILVA , i marittimi , i bottegai di sottocasa , la gente comune con le sue quotidianità sia una cosa brutta da cancellare se non ha un patentino Kulturale. Dire che Savona è una piccola città di provincia e sempre più piccola non è un parlar male della città ma darle i suoi limiti e nei suoi limiti i suoi tesori e pregi. Personaggi come il Gilera che ricordo in corso Mazzini con la sua Dyane fermato dai Vigili o in Via Torino acrobatico sulla Gilera, Alfredo il prof. di Filosofia che sotto ai portici teneva , a modo suo , lezioni degne di essere ascoltate con riverenza e poi ,, ospite dei Frati alla Villetta e spingere il carretto per pochi spiccioli , sfruttato dai commercianti del Mercato. Tunin ,ex operaio Fiat che si vantava di aver lavorato alla Fiat quando alla Fiat facevano anche le biciclette e che dormiva sotto i ponti delle Funivie. Un patrimonio che sta scemando come neve al sole. A Torino, Milano, Mantova, Perugia non credo siano comunità meno Kulturali di Savona ma dove si sa salvare e preservare anche l’anima della città. Cordialità

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Il Golosastro ha detto..
il 27 marzo 2008 alle 10:48

Domenica pomeriggio di tanti anni fa: io con qualche amico a bere la “spuma” alla Società delle Fornaci, un rumore… più che un rombo..uno sferragliare. Da una moto più che vecchia, consumata, scende un personaggio già strano nei suoi abiti da motociclista. Entra nel bar accolto come il vincitore di un gran premio, fra applausi al limite dello scherno; ma leggo nei sorrisi delle persone un certo qual rispetto o forse solo invidia per una persona che viveva..come voleva vivere. Si ferma davanti a noi e ci chiede se abbiamo anche noi la “motocicletta”, alti ancora come il bancone gli rispondiamo che non abbiamo ancora l’età e lui, con un sorriso paterno ci assicura che…. arrivato il giorno, sarà lui a insegnarci a diventare veri centauri. Presa la mia prima moto ho pensato a lui e ogni volta che parcheggiavo in piazza Mameli gli ricordavo questo fatto…ma lui oramai cercava lo spicciolo e palesava il suo dispiacere a parlare dei tempi andati. Allora..egoisticamente..preferisco ricordarlo quando sfrecciava per le vie cittadine anticipato dallo sferragliare della sua moto, da uomo che viveva…..come voleva vivere.

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fabiocormio ha detto..
il 1 dicembre 2008 alle 16:05

Buongiorno, sono un giornalista di una rivista di Milano (Dueruote), nonchè ex-residente in Riviera (ho trascorso l’infanzia ad Alassio). Vorrei dedicare un articolo a Vittorio Vitaliano, detto “Gilera”, quindi sono alla ricerca di informazioni dettagliate su di lui. Ho trovato qualcosa su internet e su questo sito, ma avrei bisogno di fare domande un po’ più precise e se possibile recuperare qualche immagine da pubblicare a corredo dell’articolo. Se qualcuno volesse aiutarmi in questa mia ricerca gli sarei estremamente grato.
Per favore contattatemi alla mia email fcormio@motonline.com,
grazie
Fabio Cormio
Redazione Dueruote – Rozzano (MI)

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