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Regione, via libera dal consiglio al piano sanitario

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[thumb:5200:l]Regione. “Il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera varato oggi dal consiglio regionale ha seguito un iter di partecipazione molto lungo e ha visto le aziende confrontarsi con le conferenze dei sindaci per dare il via all’attuale proposta”. Con queste parole l’assessore alla Salute della Regione Liguria, Claudio Montaldo, ha commentato l’approvazione da parte del consiglio regionale (23 voti a favore e 8 contrari) del piano di riorganizzazione della rete di ricovero e cura che ridisegna la rete degli ospedali della Liguria e si inquadra nel programma di modernizzazione varato dal consiglio regionale nell’agosto scorso, e completando così il processo avviato nel 2006.
“Il programma – ha sottolineato l’assessore Montaldo – si propone di superare la frammentazione dell’offerta, la dispersione delle risorse specialistiche e la limitata integrazione tra ospedali e tra ospedali e territorio”. Il programma varato oggi dal consiglio regionale prevede la realizzazione di cinque nuovi ospedali in Liguria e individua le condizioni per gestire una fase transitoria nell’attuale configurazione ancora connotata dalla presenza di un numero elevato di piccoli presidi e stabilimenti ospedalieri”. Alla base del piano approvato oggi, un disegno più generale che “ha visto crescere in questi due anni e mezzo, tra il 2006 e il 2007, i servizi di residenzialità per anziani e disabili di 1000 posti a cui se ne aggiungeranno ulteriori 500/600 nel 2008, incrementare di 170 i posti per la riabilitazione e dare avvio a 26 “Case della salute”, tra quelle attive e quelle programmate con risorse già impegnate e con l’impegno a sviluppare ancora di più le cure domiciliari”.
Dal punto di vista strutturale il piano prevede: la riduzione di due aziende ospedaliere, Villa Scassi e Santa Corona entro il 1 luglio 2008 che confluiranno rispettivamente nella ASL 3 Genovese e nella ASL 2 Savonese , “con una diminuzione di costi per i servizi generali e una maggiore integrazione tra ospedale e territorio”; la presenza di presidi ospedalieri unici all’interno delle aree di competenza delle ASL 1, 2, 3, 4 e 5 “per ottenere casistiche significative e quindi maggiore qualità delle prestazioni e indirizzare le risorse verso i servizi carenti, concentrando così risorse e innovazione tecnologica”. In particolare per la ASL 1 Imperiese sotto il profilo organizzativo la funzione ospedaliera sarà svolta dal presidio composto dagli stabilimento dell’ospedale S. Charles di Bordighera, dall’ospedale di Sanremo e Bussana e dall’ospedale di Imperia. Per la ASL 2 Savonese sotto il profilo organizzativo la funzione ospedaliera sarà svolta dal presidio costituito dall’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure (che dal primo luglio confluisce nell’unica azineda sanitaria savonese) e dal nuovo ospedale di Albenga e dal presidio dell’ospedale San Paolo di Savona e di Cairo Montenotte. Per la ASL 3 Genovese la funzione ospedaliera sarà svolta dal presidio costituito dagli ospedali di San Carlo di Voltri, Padre Antero di Sestri Ponente, Villa Scassi di Sampierdarena, Gallino di Pontedecimo, la Coletta di Arenzano e Sant’Antonio di Recco, con una specializzazione in chirurgia ortopedica e riabilitativa.
Per la ASL 4 Tigullio sotto il profilo organizzativo la funzione ospedaliera sarà svolta dal presidio costituito dall’ospedale di Santa Margherita (attualmente) e dal 2009 da quello di Rapallo. dall’ospedale di Lavagna, dall’ospedale di Sestri Levante e infine per la ASL 5 Spezzina la funzione ospedaliera sarà svolta dal presidio costituito dagli ospedali Sant’Andrea e Felettino della Spezia e S. Bartolomeo di Sarzana.
Più in dettaglio per il Savonese: Nel suo insieme il presidio del Ponente (“Santa Corona” e ospedale di Albenga) avrà una totalità di posti letto di circa 700 unità, tra acuti, degenza ordinaria, diurni, day surgery e riabilitazione. L’ospedale Santa Corona, sede di Dea di 2° livello, garantirà funzioni di alta complessità e di altissima specialità per acuti, sia sotto il profilo dell’emergenza che sotto quello dell’attività elettiva, inoltre si arricchirà del Trauma Center. L’ospedale San Paolo di Savona, sede di Dea di I° livello, garantirà le funzioni e le specialità di base e di alta complessità per il proprio bacino di utenza. Continuerà a svolgere attività ambulatoriale integrata con la rete dei servizi territoriali. L’ospedale di Cairo Montenotte, nell’ambito di una più forte integrazione con il San Paolo di Savona, avrà un potenziamento della medicina riabilitativa, le cure intermedie e un rafforzamento del pronto soccorso medico sulle 24 ore. L’ospedale di Albenga sarà aperto tra qualche mese.
“E’ inoltre prevista – continua l’assessore – la riorganizzazione delle funzioni chirurgiche, con la sottolineatura del valore innovativo della day surgery e con l’obiettivo del miglioramento della sicurezza dei pazienti, attraverso l’indicazione per gli interventi di maggiore complessità di essere effettuati soltanto in strutture dotate di rianimazione”.
“Con questo piano – continua Montando – abbiamo inoltre raggiunto i parametri normativi previsti dall’accordo Stato Regioni del settembre 2005 che stabiliscono per la Liguria un rapporto di 3,78 posti letto per acuti ogni 1000 abitanti, un obiettivo conseguito senza ulteriori riduzioni di posti letto ordinari, perché si ritiene che la soglia di 6.200 posti letto circa corrispondenti al parametro del 3,78 rappresenti il minimo necessario per una regione che ha una quota elevata di anziani, il 26,5% di ultra 65enni, e quindi caratterizzata da una tendenziale crescita del bisogno di ricoveri ed esteso le prestazioni ambulatoriali, sia di carattere medico che chirurgico”.
Il piano prevede inoltre il potenziamento dell’emergenza-urgenza, con un’ulteriore copertura sui territori delle automediche e la sperimentazione di ambulanze con infermieri a bordo per le zone più periferiche, con il rafforzamento dell’elisoccorso e un coordinamento regionale dell’emergenza.

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