• Segui i Feed di IVG.it

Registrati o accedi:

Ricordami 
IVG.it
Articolo n° 21022 del 11/02/2008 - 09:55

Regione, nasce un centro per i dialetti e le tradizioni popolari

Regione. Nasce il Centro regionali per i dialetti e le tradizioni popolari della Liguria. La struttura, creata dalla Regione Liguria, attraverso l’assessorato alla Cultura, mette a disposizione del pubblico, degli studiosi, degli enti locali, della scuola e di associazioni e gruppi, un grande patrimonio culturale legato alla tradizione ligure.
Il centro, che ha sede a Genova, in via Dante 6/9, custodisce oltre duemila volumi sul dialetto, la storia locale, le tradizioni, i canti, le filastrocche e le feste popolari, centinaia di registrazioni raccolte sul territorio liguri, dagli studiosi Mauro Balma e Paolo Giardelli e dal musicologo Edward Neill e altri, documenti filmati e produzioni televisive degli anni ’70 e ’80.

Felix Lammardo

4 commenti a “Regione, nasce un centro per i dialetti e le tradizioni popolari”
Dario Ferro ha detto..
il 11 febbraio 2008 alle 22:21

Quando una legge regionale di tutela di ciò che rimane del patrimonio linguistico ligure?

Purtroppo, benché sia già irrimediabilmente tardi, non ci siamo ancora tolti il pesante fardello culturale risorgimentale, che ha schiacciato le identità linguistiche regionali sotto un (ormai) ottuso alone di sinonimo di ignoranza ed arretratezza culturale.

Lettori, che ne pensate?

0
Bruno Pirastu ha detto..
il 11 febbraio 2008 alle 22:48

Ditelo alle Maestre ! non fatene un evento Kulturale quando lo avete già sepolto ! a parte il cognome con la U finale la mia famiglia è Savonese da oltre 100 anni , più di tanti ALTRI SENZA LA U !! :)) Mio bisnonno è nato in quel di Via Sacco !!!

0
Marco ha detto..
il 12 febbraio 2008 alle 09:14

A costo di sembrare retrogrado e di andare controcorrente, io continuo a sostenere che la perdita del dialetto è una gravissima lacuna culturale. Specie il dialetto ligure che, oserei dire, è tra i dialetti più simpatici d’Italia.
Ha ragione Bruno Pirastu, molte volte la causa della perdita del dialetto è dovuta alle maestre. Quando io ero ancora un bambino parlavo solo il dialetto. Quando sono andato all’asilo prima e alle elementari poi, sono pressochè rimasto “traumatizzato”: la scuola imponeva di parlare il solo italiano. Fortunatamente riesco ancora a parlare il dialetto e a comprenderlo (anche se con più difficoltà rispetto ad una volta).
La Scuola dovrebbe dedicare delle ore per lo studio di queste culture linguistiche che, non dimentichiamoci, sono state le lingue che da sempre hanno parlato le popolazioni d’Italia prima dell’unificazione. Non bisogna neppure dimenticare che non esiste un solo dialetto ligure… vi sono notevoli differenze fra quello parlato nel genovese e quello parlato nel savonese. Nella stessa Provincia di Savona il dialetto della riviera è diverso da quello della Val Bormida e nella Val Bormida vi sono molte differenze tra Comune e Comune e, talvolta, tra le stesse Frazioni Comunali.
Bisogna quindi attuare un’urgente attività di recupero di una delle fondamentali caratteristiche delle Regioni.

Marco Ghisolfo
Membro Direttivo Forza Italia Loano
Commissario Forza Italia Giovani Loano
http://forzaitaliagiovaniloano.blogspot.com/

0
DS ha detto..
il 12 febbraio 2008 alle 15:43

Persino nella Francia sciovinista e centralista ho visto il tg regionale languedoc-roussillon in lingua occitana oltre a corsi in occitano, non parliamo della Catalunya dove nelle scuole le lezioni di storia e matematica sono in catalano, l’inglese è prima lingua straniera e il castigliano seconda.
In Italia tolte le regioni Val d’Aosta e Suedtirol (dove comunque si studiano francese e tedesco, non i dialetti locali di quelle lingue) nulla di nulla..
Bene fanno veneti e napoletani a usare assiduamente le loro lingue regionali..la letteratura napoletana ha dignità pari ad una qualsiasi letteratura nazionale, bene hanno fatto i friulani ad ottenere la messa in lenghe (dialetto)…
La Liguria invece è indietro, come lo sono Lombardia e Piemonte..
Non è solo colpa delle maestre (eppure i dialetti sono una manna per l’apprendimento delle altre lingue romanze..), è colpa anche delle famiglie, con genitori che parlavano in dialetto con i parenti e in italiano con i figli, poi nella nostra riviera turistica, anche in seguito all’afflusso di residenti da altre regioni del nord, ci siamo sempre vergognati del dialetto, con la continua ansia di non apparire dei provinciali.
Comunque dobbiamo essere fiduciosi, corsi e iniziative teatrali e musicali si stanno moltiplicando, nell’entroterra imperiese, tempo fa, ho avuto la fortuna di sentire parlare in dialetto stretto due ragazzini che non avranno avuto più di dodici anni.
Il pregiudizio contro il dialetto, almeno nelle istituzioni, sta cadendo; dobbiamo darci da fare per salvare il salvabile incominciando noi stessi ad incrementarne l’uso nella vita quotidiana, bisogna che i comuni salvino la toponomastica senza vergogna e senza temere di passare per forza per leghisti.

0
Scrivi un commento...
Per commentare questo articolo registrati o fai il login.