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Piano sanitario: Plinio e Marcenaro spiegano i motivi del voto contrario

[thumb:1687:l]Regione. Oggi il Consiglio Regionale ha definitivamente approvato lo stralcio del piano socio-sanitario relativo alla rete di cura ed assistenza, che contiene tra le altre cose la deaziendalizzazione del S. Corona.
“Ci è spiaciuto dover constatare che le istanze e le proteste pervenute dal Finalese non hanno trovato un ascolto altrettanto puntuale di quello riservato ad altre zone della nostra Regione – dichiara in una nota stampa Matteo Marcenaro -. Infatti mentre la giunta Burlando è tornata indietro sulle scelte fatte in merito alla zona di Sarzana, ripristinando reparti già eliminati, e anche della Valbormida rimettendo i letti di Chirurgia cancellati dal Piano, per S.Corona non c’è stato nulla da fare. Secondo noi il differente trattamento più che da effettive valutazioni di merito è disceso dalla diversa colorazione politica delle aree toccate dai provvedimenti.
“La nostra posizione – conclude Marcenaro – ancorché contraria alla deaziendalizzazione si è indirizzata verso il tentativo di aumentare le garanzie per l’ospedale oietrese e per i suoi lavoratori, e ci impegneremo affinché le promesse fatte per l’attivazione del Trauma Center e dell’Ematologia vengano mantenute”.
Ha votato contro anche il capogruppo di AN Gianni Plinio che ha così commentato l’esito del voto: “E’ un piano che, nonostante i tanti maquillage, taglia servizi sanitari fondamentali e non risparmia dal momento che addirittura aumenta la spesa sanitaria regionale. Manca di una regia complessiva e le scelte sembrano dettate più da interessi di lobby e di gruppi di pressione vari anziché dalle esigenze dei pazienti e degli operatori”.
“L’unica cosa certa -prosegue Plinio – che sancisce è la deaziendalizzazione del “Villa Scassi” di Sampierdarena e del “Santa Corona” di Pietra Ligure creando le premesse per lo smantellamento di nosocomi di eccellenza nazionale e di comprovata utilità per vasti comprensori. Come avevamo previsto cancella, di fatto, l’Ospedale di Levanto. Valuteremo, insieme con alcuni Comitati di tutela della salute, l’opportunità di ricorrere alla Magistratura per far accertare se alcune scelte del Piano non mettano a rischio un diritto fondamentale e costituzionalmente garantito come quello alla salute dei cittadini liguri”.

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