Carlo Tonarelli: “Salviamo il ponente dall’inceneritore”
Contro il Piano Provinciale dei rifiuti elaborato da una persona seria e competente come l’Assessore Filippi si stanno muovendo gli interessi industriali e lobbistici di forze,anche politicamente trasversali, pro-inceneritore. Si cavalca l’ emergenza rifiuti ,per convincere l’opinione pubblica che senza “termovalorizzatori” non esiste futuro possibile. Manovra per arrivare a quegli stanziamenti che tutti paghiamo e rappresentano il 7% della nostra bolletta dell’Enel.Stanziamenti che il Cip 6 ,invece di investire in piani di sviluppo di energie rinnovabili come eolico e solare, ha dirottato verso i costosissimi inceneritori come quello tanto decantato di Brescia che in cinque anni ha risucchiato 60 milioni di euro per sopravvivere ( Mentre Austria ,Belgio ,Germania e Danimarca impongono una tassa ai gestori degli inceneritori – sollecitando perciò a non optare per questa forma di smaltimento rifiuti- L’Italia è l’unico stato europeo che addirittura li finanzia) .O come quello di Terni che la magistratura ha posto sotto sequestro perché emetteva DIOSSINA .A Terni sono arrivati avvisi di garanzia per 13 reati ambientali connessi al funzionamento dell’inceneritore fra cui l’inquinamento delle acque del fiume Nera .La magistratura ha anche disposto analisi specialistiche per i 32 lavoratori dell’impianto , analisi sui territori e sull’acqua. La Corte di Giustizia Europea ha poi condannato l’Italia per l’inceneritore di Brescia ,gestito dalla municipalizzata ASM ,perchè si rifiuta si eseguire la Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA).I giudici Europei nella sentenza hanno ribadito che” i cittadini devono essere sempre informati al fine di consentire al pubblico di esprimere le proprie osservazioni prima della decisione dell’autorità competente”.
Ma ai cittadini Italiani come ai cittadini del Ponente si vogliono nascondere alcune verità
.1) Ad un inceneritore per funzionare occorre “bruciare” 100.000 tonnellate di rifiuti. Trecento/quattrocento tonnellate di rifiuti che in qualche modo gli devono puntualmente arrivare con 200-300 tir-container al giorno ( li vediamo bene sull’alture di Alassio o girare sulla spiaggia di Laigueglia.2) L’inceneritore comunica una suggestione : i rifiuti vi entrano e come d’incanto ,scompaiono. Non è così in realtà “nulla si crea e nulla si distrugge” ,si cambia solamente la composizione chimica e la tossicità , si producono migliaia di nuovi composti chimici di cui solo un centinaio sono stati individuati. E’ certo che nella fase di raffreddamento in uscita dal forno si formano DIOSSINE,FURANI,ESACLOROBENZENE ,TRA LE SOSTANZE PIU’ TOSSICHE CHE SIANO STATE STUDIATE.
Esistono centinaia di studi scientifici -nazionali e internazionali -che documentano le conseguenze sulla salute causate da tali sostanze tossiche , tanto che l’EPA l’agenzia governativa di protezione ambientale americana ha stimato che il 90% delle emissioni di un inceneritore non sono state identificate e afferma che i rischi sono elevatissimi . Gli studi hanno dimostrato che le patologie più frequenti riscontrate sono :il sarcoma ( che è un tumore maligno della pelle), le malformazioni fetali , il morbo di Parkinson e il morbo di Alzheimer,disturbi cardiovascolari , disturbi endocrini come il diabete e tutta una serie di disturbi neurologici di minore entità come :irritabilità,stanchezza cronica,impotenza.
3)Per una tonnellata di rifiuti un inceneritore produce : una tonnellata di fumi immessi in atmosfera (CO2),300Kg di ceneri solide,30 Kg di ceneri “volanti” nanopolveri ,650Kg di acqua di scarico,25Kg di gesso. Questo 25% di polveri tossiche va smaltito in idonei siti di stoccaggio.
4)La costruzione di un impianto di incenerimento da 400 tonnellate al giorno costa 60 – 70milioni di euro richiede dai tre ai cinque anni .La discarica speciale per le ceneri tossiche costa 10 volte di più di una normale discarica.Le fonti di ricavo dell’inceneritore sono i contributi a fondo perduto (quello della nostra bolletta) per la realizzazione dell’impianto, i proventi assicurati dal conferimento dei rifiuti e quelli derivanti dalla vendita di calore o energia elettrica.In altre parole ..più si brucia e più si guadagna!!!Ecco perchè i gestori degli inceneritori stipulano contratti di 30 anni per garantirsi il rientro dell’investimento iniziale e il guadagno.Con il senno di poi – ha scritto il Wall Street Journal – il settore pubblico si è preso gran parte dei rischi e il settore privato la gran parte dei benefici costruendo gli inceneritori.L’inceneritore non può convivere con la raccolta differenziata ,il recupero , il riutilizzo , il riciclaggio perchè …deve bruciare tutto e di tutto costi quello che costi .Dopo gli entusiasmi degli anni 80 molte municipalità hanno bocciato progetti di costruzione di nuovi inceneritori. Negli USA 280 proposte di realizzazione di nuovi inceneritori sono bloccate , così in Canadà, in Belgio una moratoria di cinque anni nella costruzione di nuovi impianti, in Germania li stanno gradualmente sostituendo. Città come Philadelfia, san Diego, Boston hanno bandito la costruzione di inceneritori,in Finlandia e in Svizzera si deve ricorrere all’importazione dei rifiuti per sostenere gli impianti che hanno bilancio energetico negativo . Gli inceneritori producano si energia ma in quantità inferiore rispetto a quella che consumano (il triplo).
4) I petrolieri , i costruttori di inceneritori e i partiti finanziati alla luce del sole da queste realtà economiche sono gli unici veri beneficiari dell’incenerimento dei rifiuti
La vera emergenza non sono i rifiuti ma la sciagurata ipotesi di costruire un inceneritore sul nostro territorio con disastrose conseguenze sulla nostra salute, il nostro turismo, la nostra economia agro-alimentare.
Giovedi 7 febbraio ore 21 incontro con l’assessore Filippi presso la sede di via dell’Olmo 7 ad Albenga.
Carlo Tonarelli
Consigliere comunale di Albenga c’è
Portavoce dei Verdi del Ponente
10 commenti a “Carlo Tonarelli: “Salviamo il ponente dall’inceneritore””
Dr. Tonarelli, ho letto con interesse la sua articolata e dettagliata lettera. Non metto assolutamente in dubbio le sue affermazioni ma non ho ben compreso quale sarebbe la sua soluzione al problema dello smaltimento dei rifiuti. Personalmente ritengo prioritario pensare oggi al futuro della gestione dei rifiuti anche per evitare di dover un domani creare le c.d. “emergenze” per recuperare denaro pubblico ( scusate ma è cosi o sbaglio??). La soluzione era stata individuata….o sbaglio??? Volevo dirle che sinceramente mi lasciano alquanto “dubbioso” le dichiarazioni sulla stampa del suo collega di maggioranza TULLIO GHIGLIONE il quale mette in evidenza “che si deve creare una società di gestione di questa infrastruttura e Albenga deve farne parte in modo forte”………..mi sembre che già si pensa a chi deve sedere sulle SEDIE pubbliche ( come sempre!!!!). Come tanti albenganesi osservatori seguirò con particolare interesse la vicenda..magari tra qualche giorno nascerà un ” Comitato spontaneo ValleCenta”"……e riniziamo da capo!!! saluti
…soprattutto bisognerebbe salvare la Liguria dai Verdi… per non finire come in campania
L’idea è valida ma noi produciamo rumenta tutti i giorni e il tutto sarebbe valido se si facesse ( SERIAMENTE ) la raccolta differenziata. Non credo si possa dire NO al Termovalorizzatore se non si parla e si fa PRIMA la differenziata. Personalmente penso che i Termovalorizzatori possano essere validi a condizione che siano gestiti in modo corretto e mantenute le tecniche di gestione non come a Terni dove non era controllata la temperatura di combustione. Non sono giocattoli ma impianti industrali.
Scusate se mi permetto, eh..
Ma in generale dalla risposte mi pare che nessuno abbia letto la lettera di Tonarelli, visto che nessuno ribatte direttamente e con argomenti alle considerazioni pratiche esposte.
Vi spiega in dettaglio perche’ un inceneritore non e’ la soluzione, con argomenti condivisi da molti esperti e scienziati, italiani e stranieri. E non sono argomenti relativi al fatto che funzioni piu’ o meno bene, sia piu’ o meno moderno e cosi’ via. Ma piuttosto che:
-inquina comunque, per quanto ben progettato e costruito. E ha inoltre comunque emissioni di gas che andrebbero ad aggiungersi a quelle, gia’ in eccesso, che dovremo ridurre per i parametri anti effetto serra delle nuove direttive decise a livello europeo e mondiale. A meno di multe salate
-richiede tempo e capitali e strategie per la costruzione, come qualsiasi altra soluzione si possa prospettare, compresa la riduzione alla fonte, la differenziata spinta e i trattamenti a freddo
- e’ INCOMPATIBILE con le auspicabili politiche ambientali di cui sopra, riduzione e differenziata, perche’ per funzionare bene a pieno regime richiede grandi quantita’ di rifiuti possibilmente indifferenziati
- Richiede comunque discariche per le ceneri (tossiche)
- NON valorizza un bel niente perche’ e’ COMUNQUE antieconomico a meno dei famosi contributi statali cip6 per le rinnovabili
Questo indipendentemente dalle questioni politiche, dal fatto che i poveri Verdi vadano sempre bistratatti sia per le loro colpe sia per quelle degli altri, dagli slogan e minacce privi di significato (Savona come la Campania! ) eccetera.
Ma intanto, a tutti i dati di cui sopra non si vuole credere a priori, per partito preso. L’idea inceneritore, chissa’ perche’, sembra cosi’ pulita, cosi’ risolutiva…
E io, lo so gia’, non disturbatevi a scriverlo per l’ennesima volta, sono “demagogica” ( ma di che? se rappresento solo me stessa e nessuna corrente politica…).
Spero solo che chi deve decidere non ragioni nello stesso modo.
Vorrei comunicare ai lettori le mie esperienze extra italiane….Trascorro lunghi periodi a Parigi ,dove vivo in appartamento e là funziona cosi’:esistono 2 tipologie di raccolta differenziata:vetro e” tutto il resto”..I cassonetti sono” interni” ai condomini ..e gli spazzini li prelevano ad ore stabilite..Tutto qui! Non esiste il problema dei rifiuti.. anzi sono fonte di guadagno..Come faranno?Sono più intelligenti di noi?Forse non si perdono dietro alle ideologie.. e ragionano,non dicono solo e sempre NO! Ma ” a g i s c o n o” con razionalismo e per il bene del paese…Saluti
sig. Hopper,
se il problema sono quelli che dicono “solo e sempre NO” (che poi e’ un altro slogan generico, tra l’altro)
come mai alla differenziata spinta e alla riduzione alla fonte non dice no nessuno, anzi, tutti sono d’accordo, ma non si riesce a fare?
Non sara’ che il problema non sono i si’ o i no, ma certi grossi interessi che non si vogliono mai toccare?
Gent.ma Milena D.
non amo la caccia e nemmeno mi piace sparare,come si dice, ai passeri.Non esprimo opinioni tanto per farlo e nemmeno mi ripeto scletoricamente.A 60 anni , con esperienze lavorative di tipo tecnico in multinazionali che si imponevano autonomente l’obiettivo Zero , acqua, carta, fumi e altro, sono abituato a proporre e non imporre le mie considerazioni , sempre lieto se sono confutate, sono portato a prevenire i problemi e non a risolverli POI. Questa visione temporale porta, spesso e purtroppo , a interventi non sempre ottimali ma necessari. Si forse è vero che non ho letto tutte le parole dell’intervento primario ma, mi scusi , è lo stesso che viene proposto da anni e che, mi perdoni, alla fine risulta, al lettore, scontato. Non condivido , lo dico spingendo per la Differenziata, quando si dice che si deve BRUCIARE TUTTO !! quando mai ? Bruciare si ma solo quello che non si recupera con la differenziata e in fatto in un ambiente tecnologico avanzato, vedi bruciatori a letto di sabbia e filtri a calce. Ma il problema vero è quello che lei denuncia e cioè dei grandi interessi che ci sono dietro e non solo per bruciare ma anche per sotterrare. La differenziata non si riduce al mettere dei cassonetti di colore diverso ma a strutture di recupero e lavorazione della stessa nelle varie tipologie, se dopo anni non ci sono ancora vuol dire che non interessa farla veramente e questo , penso , grazie anche a tutte le forze poltiche che ci stanno guidando, tutti compresi , a partire dallo Stato per arrivare al Comune e dove non si vede lo stesso accanimento che lei dimostra. Mi scusi per il disturbo e , la prego , non dia del superficiale a chi scrive commenti forse nopn lunghi ma da valutare anche nell’intrinseco. Buona giornata.
Ma non sarà che volendo sempre vedere “sporchi interessi “ovunque si perde di vista la soluzione dei problemi reali?E ,chi dice che gli” interessi” sono sempre “contro”qualcuno?Se servono a risolvere,se servono alla comunità,se danno lavoro e guadagno..dov’è il problema?la differenziata è solo un passo importante per la soluzione..ma comunque occorre lo smaltimento finale ..incenerendo..cio’ che non si puo’ riutilizzare…Esistono altre soluzioni pratiche? Perchè non possiamo imparare da chi ha già risolto… anche se qualcuno ha degli interessi ?Saluti
Credo che i problemi di Albenga vadano ben oltre il termovalorizzatore,i veri problemi,e nessuno lo dice,sono una gestione privata della citta’ da parte di questi amministratori,a cominciare da una viabilità allucinante,e mi meraviglia molto,che il verde Tonarelli,sempre cosi attento al territorio e alla salute dei cittadini,non abbia mai fatto riferimento neppure alla cementificazione selvaggia che sta avvenendo in modo indiscriminato,e che continuerà sull’onda del nuovo PUC,ma è chiaro per il bene di Albenga(non dei suoi amministratori e di qualche lobby a loro collegata,vai alla voce imprenditori edili)si fa questo ed altro.
Per quello che riguarda l’inquinamento in centro,bastava semplicemente cercare di far fluire in maniera logica le vetture senza inpedimenti di assurdi sensi unici, non come accade da quando è cambiata la viabilità,prima le vetture non erano obbligate a girare per ore in cerca di parcheggi,e benchè se ne dica il traffico era più snello,e il problema non esisteva prorio,se poi qualcuno mi spiega la logica della “rotonda” di piazza del popolo con quell’accavallamento allucinante per chi viene da Viale Martiri e deve andare in direzione ospedale,gliene sarei grato.
Saluti a tutti e speriamo nelle prossime comunali



spero che lei noi sia un verde come quelli campani per capirci quelli di pecoraro altrimenti stiamo freschi