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Varazze, retroporto: ultime assemblee pubbliche prima del voto

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[thumb:650:l]Varazze. Ultimi due incontri pubblici oggi e domani sera presso il Palazzetto dello Sport di Varazze in vista della consultazione popolare durante la quale nei giorni di sabato 12 e domenica 13 gennaio i varazzini potranno consegnare in comune, dalle 8.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 19.30, i questionari relativi al progetto di riqualificazione urbana della zona retroportuale che interesserà la cosiddetta area T1 della città (grosso modo, cioè, la zona occupata dalle concerie ex-Rocca e dagli edifici che si sussuegono fino all’estremo ponente cittadino).
Domani sera alle 20.45, alla presenza del sindaco Antonio Ghigliazza e degli esponenti della maggioranza consigliare promotrice del progetto approvato con la deliberazione consigliare n. 45 del 13 agosto 2007 e della relativa consultazione di questo fine settimana, si svolgerà l’incontro dibattito dal titolo “Riqualificazione urbanistica del ponente di Varazze, quali prospettive e quali servizi per la città”.
Questa sera alle ore 21 si terrà invece l’assemblea pubblica organizzata dal Comitato promotore del referendum sul progetto di recupero urbanistico del retroporto; alla tavola rotonda, alla quale parteciperà anche il vice presidente del Consiglio Regionale Franco Orsi (Forza Italia), saranno presenti i consiglieri comunali della minoranza di centro destra Gerolamo Carletto (ex Margherita), Gianantonio Cerruti (CdL), Marisa Delfino (CdL), Giovanni Delfino (Udc) e Andrea Valle (Forza Italia) che nei mesi scorsi hanno cercato di perseguire, senza successo, la via del referendum vero e proprio.
I tre quesiti sui quali i varazzini potranno esprimere la loro opinione (1) Volete gli interventi proposti dall’Amministrazione comunale per il ponente della città, così come presentati nell’opuscolo informativo, approvati dal Consiglio comunale il 13 agosto 2007?”; 2) In particolare, volete la realizzazione di 37.000 mc. residenziali con la costruzione del nuovo campo sportivo, dei locali per i Vigili del fuoco, della messa in sicurezza del rio Cucco, a totale carico dei privati proprietari dell’area retroportuale, in luogo dei 30.000 mc. previsti dal vigente Piano urbanistico Comunale?”; 3) “In particolare, condividete la ristrutturazione dei Cantieri Baglietto, da parte dei titolari, in funzione dell’attività produttiva, mantenendone, sostanzialmente, gli attuali spazi, con la realizzazione della sede C.R.I., dell’A.V.I.S., della Protezione Civile, di una ampia piazza pubblica e la trasformazione di una parte dei volumi, oggi inutilizzati, in un albergo di qualità e in residenza/commercio per 4.000 mc.?”) continuano a trovare la netta opposizione del Comitato referendario. “Premesso che la consultazione promossa dall’Amministrazione Comunale a mezzo questionario non è alternativa al referendum, il Comitato Promotore dello stesso invita a votare `NO’ ai tre quesiti”, spiegano gli organizzatori dell’assemblea di questa sera secondo i quali gli interventi contemplati dal progetto elaborato dall’attuale amministrazione varazzina sono “ispirati ad indirizzi che prevedono ancora una volta aumenti di volumi rispetto al Piano Urbanistico Comunale vigente”, che “l’area del campo sportivo è proprietà comunale e potrebbe essere ristrutturata a spese dei privati, con un progetto autonomo che preveda volumi interrati senza regalare grattacieli”. “Si congestiona inoltre – aggiungono – tutta la zona senza dare soluzioni alla viabilità” e, per quanto riguarda il terzo quesito, sostiene infine il Comitato, “le aree demaniali fronte mare non più utilizzate dai cantieri [Baglietto] dovrebbero essere liberate e non occupate con ulteriori volumi (albergo 15 mila mc.; residenza/commercio 4 mila mc.)”.
Diametralmente opposta, naturalmente, la posizione del sindaco Ghigliazza e della maggioranza consigliare di centro sinistra. “Il progetto del cosiddetto `retro porto’ è fondamentale per migliorare le condizioni urbanistiche della città” e consentirà di “incrementare la qualità turistica”, asserisce l’assessore all’ambiente Giulio Alluto il quale, impegnato a “ricucire lo strappo con le categorie economiche di albergatori, commercianti e bagni marini”, ha nei giorni scorsi mobilitato sul fronte del “sì” il Comitato di Coordinamento del PD di Varazze. Il progetto “riduce la volumetria esistente del 50%” e “prevede l’edificazione di circa 37.000 mc a fronte dei 73.000 esistenti permettendo tra l’altro una serie di interventi utili alla comunità” riqualificando e rilanciando il quartiere di S. Nazario, afferma il locale Coordinamento del PD: “Consente di realizzare sedi definitive per Vigili del Fuoco, CRI e Protezione Civile, di un moderno campo da calcio che in città manca da decenni e prevede l’inserimento di una struttura alberghiera di alto livello assolutamente necessaria per il turismo a Varazze”, sottolineano gli esponenti del Partito Democratico.
Intanto i presidenti della Ascom (Associazione Commercianti) e dell’Associazione Albergatori di Varazze Marilena Ratto e Andrea Bruzzone hanno infine preso posizione: “Diciamo sì al quesito perché il progetto di riqualificazione del ponente crea sviluppo economico, turistico e occupazionale – hanno scritto in una nota congiunta -; inoltre, si otterranno miglioramenti ambientali, di vivibilità e viabilità. Varazze sportiva potrà inoltre avere un campo di calcio degno della sua tradizione. Siamo a favore delle cose concrete e contro le solite argomentazioni pretestuose che per molti anni hanno bloccato lo sviluppo di Varazze”. Tra le polemiche, si sono già espresse per il “sì” anche le due storiche società calcistiche varazzine, il “Varazze 1912 Don Bosco” e la “San Nazario”, sollevando qualche perplessità anche da parte del Comitato spontaneo di quartiere “Ponente Varazzino e dintorni” per “il duro scontro politico e la puntuale discesa in campo delle Associazioni del gioco calcio, a sostegno non tanto del necessario recupero urbano del quartiere, ma piuttosto a difesa della loro particolare esigenza”; “probabilmente – aggiungono tuttavia – è giusto così: le Associazioni hanno diritto ad avere finalmente un nuovo e regolamentare campo di calcio, i privati di poter costruire le loro case, i Cantieri Baglietto di ristrutturare i loro capannoni ed allestire un albergo di qualità ed una palazzina per un totale di circa 20.000 metri cubi (sette in meno delle attuali degradate strutture), per l’area Giuntini di vedrà”. D’altra parte il comitato “Ponente Varazzino da sempre critico sia verso il progetto in sé sia verso le soluzioni di tipo referendario o consultivo per risolvere le controversie nate intorno al piano di riqualificazione del retroporto (“Mai avremmo voluto sentir parlare di referendum o di consultazione a mezzo questionario con tanto di crocetta; subiamo l’evento senza condividerlo o riservagli importanza alcuna, ai fini di una oculata scelta di recupero del nostro quartiere”, hanno dichiarato apertamente), al di là dell’esito della consultazione che si terrà il 12 e 13 gennaio sono intenzionati a proseguire la loro battaglia: “Siamo preoccupati – hanno dichiarato – perché le nostre richieste di modifica al SUI, approvato il 13 agosto 2007, sembra non siano prese nella dovuta considerazione, e di scelte condivise tra tutti gli attori aventi diritto a vario titolo neanche a parlarne. Non lasceremo nulla d’intentato – conclude il direttivo del comitato – per riuscire a sensibilizzare i nostri Amministratori, e ci adopereremo con tenacia perché l’intervento non si blocchi, ma sia realizzato accogliendo le nostre giuste richieste, che non sono di parte ma nell’interesse del quartiere e della città, associazioni sportive comprese”.

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