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Vado, piattaforma Maersk: le risposte al fronte del no foto

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[thumb:840:l]Vado Ligure. A due giorni dalla consultazione di Vado Ligure sul progetto di riqualificazione urbana e di ampliamento portuale, il sindaco Carlo Giacobbe e la Provincia di Savona forniscono un quadro articolato delle opportunità di sviluppo e rilancio economico che dipenderanno dalle scelte locali.
“E’ un dato di fatto che dall’esito della consultazione di domenica dipenderà non solo la riqualificazione del comune vadese ma anche il nuovo sviluppo portuale che sarà il vero centro propulsore del rilancio industriale della Valbormida” ha osservato l’assessore provinciale all’industria Roberto Peluffo. “La vallata – ha aggiunto l’assessore – garantirebbe, grazie essenzialmente a collegamenti ferroviari su cui vi sono e vi saranno ulteriori investimenti, altre aree retroportuali che per la conformazione del nostro territorio non sono disponibili in misura sufficiente lungo la costa. E’ chiaro che i progetti di sviluppo industriale di Ferrania Technologies presuppongono il trasporto di merci via mare: per questo la Provincia di Savona e l’Autorità Portuale stanno lavorando per attivare un efficace raccordo ferroviario fra porto e stabilimento, un tempo esistente e poi dismesso”.
Peluffo ha spiegato anche come occorra creare un vantaggio competitivo per le aree del Valbormida, che attragga investitori nel settore manifatturiero, salvaguardando così l’occupazione e lo sviluppo economico sul territorio: “Gli sviluppi del porto di Savona – Vado aprono una nuova porta alla Valbormida, sia verso mare, sia verso nord, ponendosi come punto di transito verso i distripark del nord ovest. E’ una grande opportunità per far sì che il nostro entroterra non sia percepito solo come un insieme di siti industriali da riconvertire e bonificare, ma diventi un polmone di spazi che cresce insieme ad un settore dinamico come quello dei traffici portuali. Ecco perché gli interventi di sviluppo della piattaforma portuale e quelli di sostegno alla Valbormida sono strettamente collegati fra loro”.
Con la realizzazione della piattaforma , l’impatto occupazionale su Vado Ligure prevede al termine della realizzazione dell’opera e comunque entro il 2012 quasi 500 occupati tra diretti ed indiretti (ulteriormente in crescita negli anni successivi). Importante inoltre la rete di aziende locali che nasceranno intorno a strutture portuali con questa caratteristiche. “La nostra prima preoccupazione – ha chiarito Peluffo – sarà quella di attuare subito quanto previsto dall’Accordo di Programma in favore delle piccole e medie imprese locali e dell’occupazione. Abbiamo costituito a dicembre un gruppo di tecnici che si è già messo al lavoro per acquisire da Fincosit e Maersk l’elenco delle concrete e puntuali opportunità di lavoro a Vado, al fine di coinvolgere le imprese locali”.
La Provincia ha favorito l’incontro fra i due grandi gruppi internazionali e le imprese di Vado per avviare rapporti di collaborazione in fase di costruzione e in quella successiva di gestione del terminal. I riscontri ricevuti, sia da parte degli operatori portuali che delle imprese vadesi, sarebbero positivi. Anche i tempi sono ristretti: entro marzo si avrà il quadro complessivo dei lavori da svolgere e le modalità di coinvolgimento delle piccole e medie imprese vadesi.
L’assessore provinciale Peluffo riserva una stoccata al fronte del no degli ambientalisti vadesi accusando “chi rema contro” di “drammatizzare paure e conseguenze ambientali, proponendo temi fasulli”: “Sono certo della serietà delle garanzie occupazionali, ambientali e di riqualificazione urbana che si creeranno con l’accordo di programma da siglare con gli altri enti pubblici e la Maersk confortato dal fatto che tutte queste considerazioni sono state attentamente suffragate dalle organizzazioni sindacali e dal mondo delle imprese”.

[image:3976:r:s=1:t=Giacobbe]A contrattaccare i detrattori, a due giorni dalla consultazione popolare, ci pensa anche il sindaco di Vado Ligure Carlo Giacobbe: “Gli oppositori al progetto di sviluppo portuale sono insieme, ma partono da posizioni molto distanti. C’è chi è sempre stato contro, chi è stato prima per il no, poi per il sì, poi per il ni. C’è chi è stato per qualcosa, ma non se lo ricorda. Siccome ogni loro argomento non trova concreti riscontri nella realtà delle cose, ricorrono a due sistemi: negano l’evidenza per quel che riguarda i risultati che si possono concretamente raggiungere nell’interesse dei cittadini vadesi e drammatizzano le paure, esagerando le conseguenze ambientali. Se si arresta il progetto, si perdono le possibilità dei miglioramenti attesi da molti anni e si arretra prima di tutto nella difesa dell’ambiente”.
Il primo cittadino vadese si propone di smentire gli argomenti degli oppositori. “I dati di aumento dell’occupazione presentati dall’amministrazione comunale – afferma Giacobbe – derivano sia da impegni contrattuali che Maersk ha assunto presentando il progetto all’Autorità Portuale, sia dalle situazioni reali che si registrano in situazioni analoghe. C’è un impegno concreto perchè i cittadini di Vado abbiano una effettiva priorità per le assunzioni e possibilità di crescita professionale, non a partire dal 2020, ma tra pochi anni, prima dell’avvio dell’attività del terminal. Oltre all’occupazione dipendente ci sono grandi possibilità per l’indotto e le imprese locali, dalle più grandi alle più piccole”.
Quanto ai finaziamenti, osserva il sindaco, “la realtà è che, con gli investimenti dei privati e con i soldi generati dall’aumento delle entrate fiscali prodotte dal terminal che possono essere impiegati nel progetto complessivo, ci sono ampiamente le risorse finanziarie necessarie per finanziare tutti gli interventi previsti dall’Accordo di Programma”.
Sul trasferimento del carbone e l’eliminazione del parco sotto S. Genesio, il primo cittadino si esprime così: “Non solo ci sono impegni precisi nell’accordo di programma che se non fossero rispettati si bloccherebbe la costruzione dell’intera piattaforma, ma in questi mesi si è concretizzato sempre più il progetto di trasferimento alla Darsena Alti Fondali nel porto di Savona”.
Prosegue inoltre Giacobbe: “Il terminal contenitori sarà senz’altro più sicuro e pulito, in confronto alla situazione attuale caratterizzata dalla presenza dei tre pontili. Tutta la spiaggia di Vado e Porto Vado sarà salvaguardata e in parte recuperata. La qualità del mare non subirà peggioramenti grazie alle soluzioni adottate per la circolazione dell’acqua in rada. I contenitori sulla piattaforma non costituiranno un muro opprimente sulla città, per le altezze limitate previste in un terminal simile e per la distanza rispetto all’abitato. L’aumento di traffico non sarà esorbitante e soprattutto con il nuovo casello inciderà sull’abitato di Vado Ligure meno di quanto oggi pesa il traffico pesante”.
Infine il sindaco risponde all’ipotesi più minacciosa, quella sulla perdita di valore che potrebbero subire gli appartamenti: “E’ un’eventualità infondata. Sia l’aumento della domanda di abitazioni e uffici, sia i progetti di riqualificazione urbana faranno crescere i valori degli immobili, tanto è vero che uno degli impegni della amministrazione comunale per i prossimi anni sarà quello di realizzare residenze a prezzi di acquisto o di affitto accessibili per i tutti i cittadini”.

Commenti

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  1. Scritto da antonio gianetto

    Nei tempi in cui l’ assessore era contrario, io frequentavo l’ UniTre di Vado, non vorrei sbagliarmi, ma mi sembra, che in quei tempi avesse detto che se il suo futuro politico fosse stato bloccato per la sua presa di posizione contro la piattaforma, Lui avrebbe vissuto, bene, anche col suo lavoro!
    Lo avevo pure ammirato per la Sua decisione!

  2. Scritto da bobal

    la cosa che mi fa piu’ ribrezzo (per essere educati) e’ il fatto di come Peluffo abbia preso posizioni diametralmente opposte.. quando era sindaco era fortemente contrario alla piattaforma (che era piu’ piccola), poi qualcosa “succede” e lui prima la approva e poi passa alla provincia.. ora ne parla tanto bene che manco l’avesse inventata lui.. sara’, ma io di politica non ci capiro’ mai niente..

  3. Scritto da antonio gianetto

    Putrebbe darsi che, con quello che si vede a Savona: navi da crociera ed il flop del Bofil, la gente abbia cominciato ad avere qualche dubbio sui risultati futuri per Vado L.
    Per alcuni, le navi da crociera ormeggiate in mezzo alle abitazioni, sono state una grande conquista ed un rilancio del porto, per altri, alla popolazione, hanno portato soltanto degrado ambientale, per via del combustibile utlilizzato in porto, e problemi nel traffico quando in porto si trovano tre o quattro navi.
    Ognuno i risultati li vede con gli occhi e le respira col naso!

  4. Scritto da Paolo C

    No, i containter non faranno un muro, faranno un palazzo. Ogni container è alto 2.60 m, 6 uno sopra l’altro sono un palazzo di 5 piani; le gru (perchè ci sono anche quelle) sono molto grandi,più del doppio dell’altezza dei container,circa 50-60 m sul livello del mare! Le navi, infine, hanno 5-6 piani di container e si alzano di quasi altrettanto dal pelo acqua, anche quelle non saranno un “muro” ma un palazzo..
    Ma chi pensano di prendere in giro, magari fosse solo un muro!!
    Per esempio:
    http://www.freefoto.com/images/2026/38/2026_38_18—Hyundai-Merchant-Marine-Vessel-Hyundai-Fortune–Southampton-Container-Terminal_web.jpg
    Poi Giacobbe sa come viene costruita una piattaforma del genere? Come fa a pensare che si potrà fare il bagno a Vado durante i 12 anni di costruzione? Ci si faranno i fanghi tutt al più!
    Ultima annotazione: ma se i containter hanno cosi grandi possibilità di sviluppo e rappresentano un mercato così florido, com’è che la maersk (sì, proprio la loro) nei giorni scorsi ha licenziato 3000 (TREMILA) lavoratori e ha venduto alcune sue navi?
    Non sarà che il sindaco non vuol vedere le cose come stanno perchè tanto abita a Varazze (e li fa il bagno)??
    Saluti

    Paolo