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Savona, lettera con bossolo alla redazione del Secolo XIX: indaga la Digos

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[thumb:5195:l]Savona. Una lettera anonima scritta con un normografo e accompagnata da un vecchio bossolo risalente alla Seconda guerra mondiale è stata recapitata oggi alla redazione savonese del Secolo XIX in una busta gialla. La missiva si conclude con il motto: “Ora e sempre Resistenza”.
“Il riferimento è chiaro agli articoli dei giorni scorsi sulla trattativa tra la Fondazione De Mari Carisa ed un savonese, figlio di un ex capo partigiano, per acquisire un importante e ancora misterioso archivio storico della Resistenza savonese”, sottolinea la redazione savonese de Il Secolo XIX, verso la quale la redazione di IVG.it esprime piena solidarietà e vicinanza per l’accaduto.
La lettera comincia con la frase: “E’ l’ora di finirla con gli attacchi ai veri valori della Resistenza”. Sull’episodio sono in corso indagini da parte della Digos di Savona che sta analizzando la missiva minatoria recapitata al Secolo XIX: qualche elemento più certo si conoscerà con i risultati delle analisi condotte dalla polizia scientifica su eventuali impronte o tracce lasciate dagli autori della lettera; al momento l’ipotesi più probabile è che sia stato qualche gruppo savonese “infastidito” dagli articoli pubblicati dal Secolo XIX. La Procura della Repubblica di Savona di fronte all’inquietante episodio ha aperto un fascicolo a carico di ignoti. Il reato ipotizzato dal magistrato è quello di minacce aggravate.
Di seguito il comunicato congiunto a firma di Marcello Zinola per l’Associazione Ligure dei Giornalisti, Natalino Famà per il Gruppo Cronisti Liguri e Attilio Lugli per l’Ordine dei Giornalisti della Liguria: “Una pallottola e minacce a Il Secolo XIX e ai suoi giornalisti da parte di sedicenti esponenti dell’antifasciSmo che, utilizzando la “resistenza”, vorrebbero impedire al mondo dell’informazione di fare il suo lavoro. Accade a Savona dove un plico contenente una pallottola e varie minacce è stato recapitato oggi alla redazione savonese de Il Secolo XIX. E’ un ben strano concetto di libertà e di “Resistenza” quello espresso da chi, come sempre nascosto dall’anonimato, minaccia ritorsioni nei confronti di chi ha esercitato semplicemente il proprio dovere di cronaca e di fare informazione, raccontando la storia di un archivio partigiano, della sua cessione a pagamento a una fondazione bancaria e delle polemiche, delle opinioni che ne sono seguite. Il tutto sempre “firmato” sia da chi ha realizzato i servizi, sia da chi ha espresso legittime opinioni e osservazioni critiche e no. La violenza contro i media in questi ultimi giorni si è espressa in vari modi: verbali, con intimidazioni che hanno colpito in tutto il paese con pestaggi, aggressioni e rapine di mezzi di lavoro a giornalisti impegnati sul tema dell’emergenza rifiuti a Napoli, sul tema della mafia e dell’ndrangheta con libri di denuncia e controinformazione in Calabria e in Sicilia, con comici che fanno i politici e politici che fanno i comici paragonando l’informazione ai rifiuti dei cassonetti”.
“A Savona – si legge ancora nel comunicato – sedicenti ereditieri della lotta che fu per la libertà colpiscono, nella loro ignoranza e violenza, uno dei principi che chi ha davvero combattuto per la libertà dell’Italia ha voluto difendere e consegnare alle generazioni successive: quella della stampa. “Per fortuna che c’è la Costituzione” (e vale sempre la pena di ricordarlo come hanno fatto oggi i colleghi de l’Unità per commentare la grave situazione morale, sociale e politica italiana): è con questi valori che esprimiamo ai colleghi de Il Secolo XIX e in particolare a quelli di Savona, la nostra solidarietà e vicinanza, come nei giorni scorsi abbiamo fatto con i colleghi di Napoli, con i colleghi della Calabria e della Sicilia”.

Commenti

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  1. joeblack
    Scritto da joeblack

    Sono convinto che la DIGOS e la POLIZIA POSTALE riusciranno a smascherare questi vili che con il loro subdolo operato continuano a offendere tutti i Cittadini.