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Savona cerca una nuova discarica e punta sulla differenziata

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[thumb:643:l]Savona. Il problema rifiuti e di una nuova discarica arriva anche nel Savonese. Allo studio, infatti, da parte della Giunta comunale di Savona un nuovo sito per lo smaltimento e lo stoccaggio dei rifiuti. Dopo la chiusura di Cima Montà è di fatto attiva solo la discarica del Boscaccio a Vado Ligure, mentre nel ponente savonese, dopo il no della Regione sul sito di Cianciarin ad Arnasco, nell’entroterra albenganese, resta solo la discarica di Magliolo.
L’assessore all’ambiente del Comune di Savona Jorg Costantino è in attesa di ricevere lo studio di fattibilità dell’Ata per individuare il nuovo sito, in modo da avviare l’iter di concerto con il piano provinciale dei rifiuti. Intanto lo stesso Costantino ha ribadito la nacessità di implementare la raccolta differenziata, in particolare in alcuni quartieri della città di Savona: “Abbiamo numeri davvero troppo bassi”, ha detto l’assessore.

Commenti

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  1. lui la plume
    Scritto da lui la plume


    E grazie a Paolo.

    Cosi’ tanto per avere una analisi completa hai notizie su:

    posti di lavoro che possono generare;
    costo di un impianto tipo quello in germania che riesce a differenziare rifiunti non differenziati;
    contributi a fondo perduto per chi realizza tali servizi;
    quanto “vale” in soldoni derivati dalla energia prodotta una ecoballa standardizzata (con un potere calorifico di 2200 Kcal/Kg)
    lo stoccaggio temporaneo di queste ecoballe presenta problemi (puzzano?)
    ricordo che anni fa’ anni 90 davanti all’ospedale San Raffaele a Milano era presente una gestione di rifiuti veramente “puzzolente”, mi sono trovato in zona nel 2007 ed il problema non lo ho piu notato nonostante la presenza dello stesso impianto (forse non operativo?).

    In definitiva (da un punto di vista economico) “visto che il problema esiste” oltre che una necessita’ puo’ risultare un buon affare cercare di risolverlo?

    Stante gli sviluppi che stanno maturando a Vado chi e’ preposto a fare una verifica delle localizzazioni adatte (nell’entroterra ma sulla linea prevista per il trasporto dei container)?

    Di zone valide ne servono almeno una decina perche’ una volta trovate va’ “offerta” la possibilita’ di localizzare la struttura nella zona se si cerca di “imporre” la localizzazione si andra’ incontro solo a rivolte popolari.

    PS parto dalla convinzione che queste soluzioni non abbiano assolutamente riscontri negativi e che “nessuno” possa avere problemi ad organizzare una serie di visita guidate delle popolazioni “cui viene data l’opportunita” alle strutture esistenti di cui si propone l’installazione,
    da bambino mi portavano a vedere la centrale del latte …. nel 2008 andiamo a vedere quanto e’ bella “la monnezza”.

  2. jchnusa
    Scritto da jchnusa

    cara milena d nella mia ignoranza sapevo che la parola ignoranza non viene usata per offendere ma solamente per indicare uno che ignora (ha mai visto il film di Aldo Giovanni e Giacomo) la ringrazio tantissimo per avermi insegnato una cosa nuova e per tanto mi scuso ma forse si può essere ignorante due volte cioè ignorare due volte ma comunque decida lei
    Le parole che seguono le ha scritte lei da come scrive si capisce che sono rivolte a lei stessa Continui pure a vedere e a leggere solo quel che vuole, non ci posso fare niente. Faccia pure il suo bel movimento di pensiero, e’ suo pieno diritto. Contento lei…
    Anzi, se compaiono pareri opposti ben documentati e’ solo un bene per l’informazione e per le persone che dovrebbero avere elementi per decidere con la loro testa, non con quella degli altri.

  3. Scritto da antonio gianetto

    Vorrei ricordare che lo scorso anno, Report aveva fatto una puntata sulla situazione di Napoli:
    http://www.media.rai.it/mpmedia/0,,report%5E13863,00.html

  4. Scritto da Paolo

    Il sondaggio proposto sul sito è fuorviante. Il riciclaggio, la termovalorizzazione e la discarica non sono alternative (questo per un fatto normativo!!), ma sono 3 attori fondamentali del ciclo integrato di gestione dei rifiuti che devono coesistere. Il primo passo è cercare di ridurre al minimo i rifiuti (tramite compostaggio domestico, acquisto di imballaggi essenziali e non eccessivi, utilizzo di stoviglie di ceramica e non di piatti usa e getta); il secondo passo è raccogliere separatamente tutti i rifiuti riciclabili per permetterne il riciclaggio. Il terzo passo è utilizzare i termovalorizzatori per smaltire i rifiuti non riciclabili. Il quarto passo è la discarica, che ha un ruolo residuale per smaltire tutto quanto non sia riciclabile o combustibile (es. scorie da incenerimento, che per la cronaca sono un rifiuto speciale non pericoloso se derivano dalla combustione di rifiuti urbani e assimilati).
    Imballare i rifiuti (interi, triturati, vagliati, essiccatti, tal quali o altro) serve solo al trasporto o allo stoccaggio provvisorio, perchè i rifiuti tal quali (a valle della raccolta differenziata) possono bruciare tranquillamente senza operazioni di pretrattameto, dato che il loro potere calorifico (2200 Kcal/Kg) è assolutamente sufficiente a sostenere la fiamma, senza il bisogno di utilizzare combustibili fossili ausiliari.
    Per quanto concerne il quantitativo di rifiuti utilizzabili nei termovalorizzatori: nessun problema dalle 30mila tonn/anno (es. impianti attualmente usati in Toscana) alle 670mila tonn/anno (impianto attualmente in costruzione a Londra). In provincia di Savona al momento abbiamo 200mila tonn/anno di indifferenziato che viene smaltito nelle 3 discariche attualmente aperte.

  5. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Appare un sondaggio …
    vorrei votare per una gestione della rumenta … ma non si trova,
    La raccolta differenziata e’ ottimale .. nelle citta con palazzi con tanti abitanti che generano tanta monnezza di tipo differenziato ma dover far troppa strada per raccogliere pochi sacchetti differenziati e’ controproducente.
    Nuove discariche qualche discarica e’ comunque necessaria se non ne abbiamo.
    Termovalorizzatori …. ma … riusciamo ad alimentarli efficacemente? o dobbiamo poi acquistare rumenta all’estero ….

    Mancando i dati locali … ma qualcuno li fornira’ certamente

    Vorrei votare per un impianto in grado di trattare rumente indifferenziata, compattarla e poi gestirla come combustibile da utilizzare … e questo si vedra’ poi, le preziose ecoballe certificate vanno raccolte ordinatamente da qualche parte.

    Un impianto come quello in Germania visto ieri da Vespa.