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Savona, animalisti in azione per denunciare la crudeltà delle pellicce foto

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Savona. Durante la notte scorsa alcuni attivisti hanno agito nel centro di Savona e a Finale Ligure, attaccando numerosi adesivi sulle vetrine di una decina di esercizi commerciali che vendono capi di abbigliamento quali pellicce e giacche con inserti in vero pelo. L’azione è rivendicata dal gruppo “100% animalisti” di Genova che ha affisso in bella vista, sotto i portici di via Paleocapa, in corso Italia e nelle zone limitrofe, manifesti con le scritte “in questo negozio si vendono cadaveri di animali”, “pelliccia è morte”.
“Questi negozi commercializzano violenza e morte per soddisfare i desideri di una società vanesia e prova di valori”, affermano gli autori del gesto. “E’ ora che la gente si soffermi a pensare quanta sofferenza ci sia dietro questa moda crudele. La nostra è una guerra contro i soprusi e i maltrattamenti che vengono fatti in maniera ingiustificata nell’indifferenza generale”.
Si tratta di un vero e proprio massacro brutale che, ogni anno, stermina in tutto il mondo oltre 90 milioni di animali, appositamente allevati, torturati e crudelmente uccisi dopo agghiaccianti sofferenze. Non sono solo le classiche pelliccie ad essere realizzate con il pelo di animali morti, ma anche cappucci e inserti delle giacche comunemente diffuse. Da parte di tutti basterebbe un gesto apparentemente semplice: informarsi sui luoghi dove sono vendute le alternative sintetiche. Tuttavia non è facile: capita spesso che grandi magazzini e marchi di moda tentino di mascherare la vera origine dei colletti di pelliccia venduti attraverso un’etichettatura ingannevole dei prodotti. Così succede spesso che sull’etichetta il nome dell’animale che è stato scuoiato venga scritto in una lingua straniera mentre in alcuni casi vengano inventati nuovi nomi di specie mai esistite in natura. Purtroppo, di fronte alla crescente presa di coscienza di un numero sempre maggiore di persone sulla tragica realtà dell’industria della pelliccia, in tutto il mondo diversi grandi magazzini continuano a vendere inserti di vero pelo animale spacciandoli per sintetici. L’etichettatura degli inserti di pelliccia, anche in Italia, non è chiara. Spesso infatti sui colletti esposti nei negozi non figura nemmeno un’etichetta oppure alla richiesta di informazioni i responsabili non sono in grado di dare dati precisi riguardo l’origine esatta degli inserti. Il modo migliore di agire è quindi scegliere capi di abbigliamento che non presentino questo rischio.
In via Paleocapa è già presente una bacheca curata dall’Enpa di Savona recante immagini cruente che sottolineano come gli animali vengano allevati in condizioni orribili, storditi a percosse e scuoiati ancora vivi. Il tutto nella perfetta legalità. Difficile accettare che in una società civile, con le numerosissime alternative di derivazione non animale disponibili, alcune persone scelgano di indossare capi realizzati in questo modo.

[newline] Alcuni manifesti sulle vetrine delle pelliccerie:

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