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Savona, 14 donne aiutate ad affrontare gravidanze difficili

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Savona. Un sostegno a sei donne in stato di gravidanza sole; ad otto donne in gravidanza con situazioni familiari difficili (famiglie ricostituite dove solo l’ultimo nato è figlio della coppia; famiglie dove il padre è in carcere o agli arresti domiciliari), a dieci nuclei con minori su segnalazione dei servizi sociali (relazione scritta). Inoltre l’acquisto di 500 pacchi di pannolini per 2800 euro e di 270 barattoli di latte in polvere da 900 grammi l’uno per 1950 euro. Sono alcuni dati significativi dell’operato del Centro aiuto alla vita di Savona a favore delle persone che vivono situazioni di difficile maternità.
Domenica 3 febbraio, trentesima giornata per la vita, il Centro di aiuto alla vita di Savona sarà presente, con l’aiuto di tanti volontari, in molte parrocchie della diocesi per illustrare l’attività svolta. Verrà letto un breve sunto dell’operato del Centro e al termine della Messa verrà distribuito del materiale illustrativo e una primula, simbolo della vita. Chi vorrà potrà fare un’offerta per sostenere il lavoro del Centro a servizio della vita. Il Centro, che ha sede in via Collodi, offre un sostegno morale e materiale alle donne che si trovano sole nell’affrontare una gravidanza inattesa.
Le volontarie accolgono la donna facendo un primo colloquio di conoscenza e cercano di capire quali motivi rendono difficile la gravidanza al punto di non voler accettare il bimbo. Molto spesso le spinte più forti verso l’aborto vengono dalla rete parentale: il marito o compagno, i genitori, i fratelli. Il lavoro più delicato che svolge il volontario è quello di rimuovere le cause che spingono la donna a rifiutare il bambino. “Va messa in atto – spiegano – una delicata opera sulla donna per farle acquistare consapevolezza delle sue capacità e convincerla che può e deve portare alla luce il suo bambino”.
I volontari del Centro stanno accanto alle donne in tutto il periodo della gravidanza: le accompagnano alle visite in ospedale, le presentano alle ostetriche, le vanno a trovare a casa dopo il parto per aiutarle nel primo accudimento del bambino. La neo-mamma che per qualche tempo non può lavorare, viene aiutata economicamente a sostenere le spese più grosse: affitto, utenze luce e gas. Viene anche aiutata con spesa per lei e pannolini per il bimbo.
“Nel percorso verso l’autonomia – aggiungono al Cav – la donna viene aiutata dalle volontarie a cercare un lavoro. Presso la sede del Centro, nei giorni di apertura, vengono organizzati corsi di preparazione al parto e corsi di puericultura per neo-mamme. Questi incontri, oltre a offrire conoscenze utili e pratiche, sono sempre un’ occasione per queste mamme di incontrare donne che si trovano a vivere situazioni molto simili alle loro e diventano spesso occasione di confronto e supporto”
“Le domande sono sempre: che cognome do a mio figlio? Lo faccio riconoscere da suo padre? Come mi devo comportare se il mio compagno vuole vedere suo figlio? Queste sono paure che emergono spesso nei colloqui con la psicologa e col tempo le donne imparano a gestire anche queste difficoltà. Il Centro collabora con le assistenti sociali dei vari distretti, con il centro ascolto della Caritas, con il Centro giovani e con la commissione affidi”, concludono le volontarie.

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