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Sanità e lottizzazioni: le precisazioni del presidente Burlando

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Genova. Il presidente della Regione Liguria, a proposito di alcuni commenti giornalistici pubblicati oggi in margine all’inchiesta che ha coinvolto il ministro Mastella, ha dichiarato: “Vedo che nei commenti di alcuni giornalisti che stimo, come Lucia Annunziata e Gian Antonio Stella, si cita la Liguria e si fa anche il mio nome a proposito di pratiche clientelari nelle nomine nella sanità. Sinceramente rifiuto la logica del `così fan tutti’. In Liguria non abbiamo fatto così. La questione di ipotetiche ingerenze della politica nelle nomine della sanità è stata legittimamente sollevata da un’inchiesta giornalistica e da una iniziativa della magistratura, che io stesso ho sollecitato, ma finora non ha avuto alcuna concreta conferma. Nei confronti del professor Berti Riboli, che in più sedi ha sollevato accuse, peraltro assai generiche, ho avviato, sia personalmente, sia tramite i legali della Regione Liguria, un procedimento civile per risarcimento danni all’immagine mia e dell’istituzione che rappresento. Altra questione è impegnarsi per una organizzazione sempre più trasparente e efficiente del sistema dei concorsi e delle nomine. La Regione Liguria ha già peraltro adottato con la propria legge sanitaria innovazioni che vanno nel senso auspicato anche dal ministro Livia Turco”.
“Io stesso – ha aggiunto Burlando – ho proposto la più ampia pubblicità, anche in Internet, dei curricula dei primari e dei direttori delle aziende sanitarie. Ritengo che la politica, anzi per essere più precisi le istituzioni democratiche, finchè in Italia esisterà un sistema sanitario pubblico, non possano che assumersi la responsabilità della corretta gestione e del controllo del sistema. Con i metodi più trasparenti. Saranno i cittadini poi a giudicare con il voto la bontà delle scelte politiche e istituzionali: noi intanto abbiamo risanato in due anni un bilancio sanitario che abbiamo ereditato dissestato per quasi un miliardo di euro, e da quest’anno cominciamo a restituire a 288 mila contribuenti liguri le aliquote fiscali che eravamo stati costretti a imporre per il risanamento”.

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