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Rifondazione a Giacobbe: “un nuovo patto per Vado”

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[thumb:289:l]Vado Ligure. Dopo l’esito della consultazione popolare sulla piattaforma Maersk Rifondazione Comunista chiede al sindaco Giacobbe e alla giunta di fare un passo indietro e creare assieme nuove condizioni di sviluppo per Vado Ligure. E’ quanto è emerso dal vertice odierno nella sede provinciale di Rifondazione Comunista tra il gruppo provinciale, il gruppo consiliare vadese e il circolo XXV Aprile.
“Non siamo in grado di prevedere le scelte che compirà il Sindaco Giacobbe sia sul futuro della maggioranza, è del tutto legittimo cercarne una in consiglio, sia sul futuro del progetto Maersk, vogliamo tuttavia avanzare una proposta per uscire dalla crisi. La nuova amministrazione deve prendere atto dell’esito della consultazione, non può certo ignorarla, perché allora non torna alle linee, ai paletti indicati dagli assessori e dai consiglieri usciti dalla maggioranza? Sarebbe una buona base di partenza in grado di recepire le indicazioni dei vadesi, in grado di aprire una seria discussione, nell’assoluto rispetto dei ruoli, anche con Rifondazione Comunista”, afferma in una nota il segretario provinciale di Rifondazione Marco Ravera, che sottolinea la proposta del suo partito per Vado Ligure: “Serve un’idea di sviluppo che non si limiti esclusivamente alla piattaforma e agli assetti politico-istituzionale, ma che provi a dare obiettivi più a lungo termine per fornire risposte ambientali, occupazionali, sociali ai cittadini vadesi. Un’altra Vado che sappia dare risposte ai temi dell’urbanistica intesa come strumento di disciplina e di programmazione del territorio e non come “registro” delle iniziative speculative private. In grado di fornire risposte alla crisi industriale che ha colpito molte realtà (ex Vetrotex, Sanac) creando le condizioni per la costruzione di nuove attività produttive rivolte alla salvaguardia del territorio, al recupero agricolo boschivo, al recupero e riciclaggio dei rifiuti. Capace di tutelare l’ambiente in un contesto già fortemente penalizzato dalla presenza di numerose aziende ad alto rischio e le problematiche correlate alla presenza di Tirreno Power e delle due discariche – conclude la nota -. Un’altra Vado che rilanci l’attività culturale in città, che adotti politiche sociali adeguate (non certo quelle non date dalla Fondazione Ferrero), che incrementi e potenzi i servizi ai cittadini”.

Commenti

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  1. Scritto da aletuv

    credo che nonostante la secca sconfitta ottenuta, non abbiano ancora capito una cosa:
    NOI LA PIATTAFORMA NON LA VOGLIAMO PROPRIO!
    non è che la vogliamo più corta, più bassa piu, colorata!!!