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Regione, piano sanitario: respinta mozione della CdL, passa odg della maggioranza

[thumb:4361:l]Genova. Con 22 voti contrari e 13 a favore il consiglio regionale della Liguria ha respinto stamani la mozione di iniziativa del centro destra sul ritiro e la riscrittura del piano della rete ospedaliera regionale.
Approvato invece con 22 voti a favore e 6 contrari un ordine del giorno presentato dalla maggioranza (primo firmatario Antonino Miceli del PD) che impegna il presidente della giunta del consiglio regionale a presentare all’assemblea legislativa della Liguria “specifiche proposte di integrazione al piano al fine di determinare contenuti programmatici e che corrispondano nel modo più ampio all’esigenza di accrescere la qualità dell’offerta sanitaria della Liguria, in coerenza con gli obiettivi contenuti nel piano approvato dalla giunta”.
“Quella di questa mattina è stata una discussione politica che ha risentito del clima di questi giorni, è vero invece che il piano di riorganizzazione della rete di ricovero e cura è stato costruito con una enorme partecipazione, come non si era mai vista, attraverso il coinvolgimento dei territori e delle conferenze dei sindaci”. Lo ha detto l’assessore alla Salute della Regione Liguria, Claudio Montaldo, a margine del consiglio regionale riunito per discutere la richiesta avanzata dalla minoranza di ritirare il piano.
“Abbiamo ribadito a più riprese – ha continuato Montaldo – la nostra disponibilità a integrare il piano e a discutere nel merito, ma non vi è l’intenzione di modificare l’ispirazione fondamentale di alcuni punti del documento”. “Questo piano – ha aggiunto l’assessore – è molto complesso e ha bisogno di confronto con le differenti realtà territoriali, cosa che noi abbiamo sempre portato avanti nel rispetto delle differenti posizioni, credo pertanto che si possa concludere la discussione, rispettando i tempi che si è dato il consiglio regionale di discuterlo entro la fine di febbraio”.
E sulle possibilità di modifica l’assessore ha ribadito che “non c’è alcun spirito di chiusura, visto che le ultime intese siglate con i sindaci della Valbormida e con quelli dello spezzino hanno portato ad ulteriori aggiustamenti”. E nello specifico a mantenere una quota di letti di degenza ordinaria nell’ospedale di Cairo e al mantenimento dell’attività di ostetricia presso l’ospedale di Sarzana e di Traumatologia presso l’ospedale S. Andrea della Spezia. “Quello che dobbiamo fare – ha continuato Montaldo – è scommettere sulle nuove strutture e valutare di incrementare e qualificare ulteriormente l’assistenza, ma sul disegno complessivo non si torna indietro”.

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