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Regione, fondo sociale europeo: 400 milioni di euro per il lavoro e l’occupazione

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Regione. Ammontano a circa 400 milioni di euro i finanziamenti destinati dalla Unione europea, attraverso il Fondo sociale uno dei più importanti strumenti finanziari europei, al programma operativo competitività regionale e occupazione della Regione Liguria che è stato presentato ieri al Galata Museo del Mare alla presenza del presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, del vicepresidente, Massimiliano Costa, dell’assessore regionale alle Politiche del Lavoro, Giovanni Enrico Vesco, del capo dell’unità Italia presso la commissione europea Occupazione affari sociali e pari opportunità, Philippe Hatt.
Una linea di finanziamento del nuovo programma approvato a novembre dello scorso anno e destinata ai lavoratori, alle imprese e agli imprenditori per migliorare l’accesso all’occupazione, prevenire la disoccupazione, potenziare l’inclusione sociale delle persone svantaggiate e promuovere riforme nei settori dell’occupazione e dell’integrazione del mercato del lavoro. Sei le linee di intervento previste: adattabilità, occupabilità, inclusione sociale, capitale umano, transnazionalità e assistenza tecnica. I destinatari degli interventi saranno i lavoratori occupati, con particolare attenzione a quelli anziani, con una bassa qualificazione, con contratti atipici, a tempo parziale, stagionali, in mobilità o chi rientra al lavoro dopo periodi di astensione per malattia o maternità, disoccupati; e anche imprenditori, manager, lavoratori autonomi, operatori del sistema della formazione continua e imprese.
“Con l’incontro alla presenza di Philippe Hatt, il capo dell’unità Italia della commissione europea affari sociali e pari opportunità – ha sottolineato il vicepresidente della Regione Liguria, Massimiliano Costa, nel corso dell’incontro di presentazione delle modalità di accesso al fondo svoltosi presso il Galata Museo del Mare – diamo il via all’operatività vera e propria del fondo che si prefigge di rafforzare il tema dell’occupazione, dando stabilità e facendo emergere il lavoro nero”. “Il nostro obiettivo – ha continuato Costa – è quello di agire sulla formazione continua e costruire un sistema di istruzione e formazione integrata con i poli produttivi regionali che dalla scuola dell’obbligo arrivi fino all’alta formazione ed inoltre lavorare anche sul fronte dell’inclusione sociale contro l’emarginazione delle fasce deboli e l’esclusione lavorativa”. Secondo il vicepresidente della Regione Liguria “si punterà su piani di sviluppo locali integrati anche con i due altri fondi strutturali esistenti il FESR, fondo europeo per lo sviluppo regionale e il FEASR, il fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale per far crescere il territorio, attraverso la valorizzazione delle risorse umane”.
I 395.073.052 euro stanziati dall’Unione Europea per la Liguria per i prossimi sei anni saranno così suddivisi:
– Il 22% delle risorse complessive pari a 86.916.071 euro saranno destinate all’asse adattabilità, cioè per interventi in grado di migliorare l’anticipazione e la gestione positiva dei cambiamenti economici sia da parte dei lavoratori sia degli imprenditori;
– Il 34% delle risorse complessive pari a 134.324.838 euro andranno all’asse occupabilità, cioè ad interventi per migliorare l’accesso all’occupazione per le persone in cerca di lavoro e per prevenire la disoccupazione, sia quella di lunga durata che quella giovanile e saranno diretti prevalentemente ad Enti pubblici e privati, sedi formative, Università, imprese e servizi per il lavoro;
– Il 16% delle risorse complessive pari a 63.211.688 euro andranno all’asse inclusione sociale, cioè saranno destinati all’integrazione nel mondo del lavoro delle persone svantaggiate cioè disabili, detenuti o ex detenuti, cittadini extracomunitari, tossicodipendenti, ed ex tossicodipendenti, minoranze etniche persone senza fissa dimora o in condizioni di povertà estrema e i potenziali beneficiari saranno enti pubblici e privati, sedi formative, Università e imprese;
– Il 20% delle risorse complessive, pari a 79.014.611 euro, andranno all’asse capitale umano, cioè per interventi di riforma dei sistema di istruzione e formazione e lavoro, per migliorare l’occupabilità e aumentare la formazione lungo tutto l’arco della vita, creando reti tra Università, centri tecnologici di ricerca, mondo produttivo e istituzionale e saranno diretti verso sedi formative accreditate, formatori, occupati e disoccupati giovani e adulti;
– Il 4% delle risorse complessive pari a 15.802.922 euro andranno all’asse transnazionalità e interregionalità, cioè per promuovere interventi di scambio e di cooperazione transnazionale o interregionale ai fini dello sviluppo di buone pratiche;
– All’ultimo asse quello dell’assistenza tecnica andranno il 4% delle risorse complessive pari a 15.802.922 per dare ampia visibilità ai programmi con interventi di informazione e comunicazione e migliorare l’efficienza dei programmi operativi.
I destinatari degli interventi previsti saranno i lavoratori occupati, con particolare attenzione a quelli anziani, con una bassa qualificazione, con contratti atipici, a tempo parziale, stagionali, in mobilità o a chi rientra al lavoro dopo periodi di astensione per malattia o maternità; e anche imprenditori, manager, lavoratori autonomi, operatori del sistema della formazione continua e imprese.
Il Fondo sociale europeo è uno dei quattro fondi strutturali esistenti insieme al FESR, il fondo europeo per lo sviluppo regionale, al FEASR, il fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e al FEP, fondo europeo per la pesca.

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