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Provincia, gestione rifiuti: i consiglieri Caruso e Ferraro chiedono termovalorizzatore

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[thumb:5116:l]Provincia. Aumento della raccolta differenziata e costruzione di un termovalorizzatore. Sono le richieste dei consiglieri socialisti Franco Caruso e Giancarlo Ferraro, che hanno presentato a Palazzo Nervi un ordine del giorno sul piano dei rifiuti.
“Anche nella nostra realtà provinciale, seppur non in presenza di una emergenza rifiuti come quella campana, si riscontra che il piano dell’assessore Filippi attualmente in vigore non risponde ad una soluzione certa, ma che con il tempo potrebbe avere seri problemi, in quanto il sistema si basa sulla differenziata spinta, sul CDR e sull’utilizzo delle discariche per lo smaltimento finale” osservano Caruso e Ferraro, che chiedono alla giunta provinciale “di aumentare la raccolta differenziata e di non concedere più proroghe per le discariche in chiusura, progettando e realizzando un termovalorizzatore che sia di servizio per l’intero sistema dei rifiuti del ponente, gestito possibilmente da società pubblica”.
“La soluzione più appropriata – spiegano i due consiglieri del Partito Socialista-PSE – sarebbe l’utilizzo dei termovalorizzatori di nuova generazione, che nella crisi campana sono stati indicati anche dal governo Prodi come la soluzione più idonea; strumento tra l’altro previsto nel piano precedente dall’assessore Pesce ma accantonato per cercare nuove soluzioni che a tre anni dell’insediamento della giunta Bertolotto stanno creando incertezze e confusione”.

Commenti

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  1. Scritto da antonio gianetto

    Forse pensate che dal trattamento a freddo non si ottengono posti di lavoro?
    Cercate di andare ad informarVi di cosa sta succedendo in Trentino, dove mi sembra che siano già molto avanti con questa tecnologia, di gran lunga rispetto ad altre regioni che non vogliono adeguarsi ai nuovi sistemi.
    Qui una imprenditrice, che tratta solo le plastiche ottenute con la raccolta differenziata, ci spiega i risultati ottenuti in questi ultimi anni: dentro al link ne troverete altri:
    http://www.ambientesalute.org/index.php?option=com_content&task=blogcategory&id=30&Itemid=70
    Se approfondite l’ argomento potrete vedere che dal trattamento a freddo, si ricava anche del catrame a freddo, da usare per le pavimentazioni stradali, combustiblile e biogas, concimi; anche metalli, vetro e carta possono essere riutilizzati con notevole risparmio sull’ acquisto delle materie prime.
    Con questa tecnologia riusciamo pure ad esportare quanto ricavato dal riciclaggio.
    Se continuiamo a produrre, continuando ad importare, favoriremo soltanto il mercato estero, col risultato che i prezzi continueranno ad aumentere per costi della materie prime e comustibili per i trasporti e del trasporto stesso.
    Non mi sembra che, con gli attuali stipendi e pensioni, che restano fermi e non del tutto vincolati agli indici istat, che a molti ci sembrano taroccati, possiamo permetterci questo lusso.

  2. Scritto da Marcigallo

    Mi fa piacere sapere che c’è qualcuno che si preoccopa di ambiente ma la domanda è: Quale è il limite verso il quale o oltre il quale non bisogna andare? Direi l’assolutismo. Per rispondere a chi si chiede come mai Savona, Vado e il loro cestino preferito, quindi parlo del peggio del peggio, “La Vallebormida”, non figurino nelle città più inquinate di Italia, vi dico che qui a Cairo in occasione dell’assemblea pubblica contro la discarica della Filippa, ci è stato mostrato un documento: una ricerca che la regione aveva avviato per monitorare e verificare le cause di morte nella provincia di Savona. La regione a metà del progetto ha interrotto il flusso di soldi ai ricercatori esortandoli in modo più soft a interrompere il lavoro, ERA TROPPO SCOMODO. Vi basti pensare che solo la metà della ricerca dava dei dati raccapriccianti. Per alcune patologie di Tumore e malattie di ogni tipo dava delle percentuali da pelle d’oca rispetto, non alla media, ai massimi del resto d’Italia. Tutto viene messo a tacere, si sceglie una zona la si sfrutta per bene: si creano posti di lavoro come fumo negli occhi e poi la si rende un cestino per i rifiuti. Non c’è più guadagno, non c’è più lavoro in contropartita, ci sono solo malattie e morte. D’altro canto il progresso genera regresso, e non possiamo più tornare indietro all’epoca del fuoco, se vogliamo la lampadina dobbiamo produrre elettricità ma l’italiano è furbo e rifiuta le centrali nucleari molto più produttive, COME SI VEDE NEGLI STATI CHE CI CIRCONDANO, meglio il termoelettrico il Fossile con oltre 45 Km di spargimento di inquinamento pericolosissimo, a nord sud ovest o est in base ai venti. Ora cerchiamo di fare una scelta giusta se non c’è via di uscita, daltronde l’immondizia la produciamo tutti, ci disfiamo di qualsiasi cosa senza curarci di dove andrà a finire.
    La domanda che sorge spotanea è: “Meglio una discarica che produce ricchezza a una persona sola o ad unoa stretta cerchia di persone, con percolato, rischi per falde acquifere etc. o un termovalorizzatore, non meno inquinante, ma capace di produrre energia elettrica che da ricchezza per più persone? (COME NELLE REGIONI CHE CI CIRCONDANO). Perderemo anche questo treno o forse lo prenderemo quando l’immondizia ci uscirà da tutti i pori accogliendo nelle nostre discariche i resti dei termovalorizzatori del resto d’Italia? Anche l’ambientalismo deve cercare i qualche maniera di essere più costruttivo, più redditizzio in questa società governata dai soldi se no si muore di fame.

  3. Scritto da lucky

    meno male che c’è gente come lei, cara milena d, che riempe i nostri forum con SAPIENZA che ricorda molto da vicino quei pseudoverdiambientalisti che stanno, piano piano, facendo morire nella bratta e nella rumenta Napoli e dintorni..GRAZIE, ve ne saremo sempre “grati”…!!!!

  4. Scritto da milena d

    Sig. Lucky, conosce un signore di nome Paul Connet?

    E’ un premio Nobel, e sta seguendo personalmente per la citta’ di Los Angeles un progetto che vuole portare nel 2012 a rifiuti zero, che equivale a una raccolta differenziata all’ 80 % e oltre.

    Los Angeles, una metropoli con milioni di abitanti, mica Bergeggi.
    In uno stato con un governatore conservatore, Schwarzenegger, mica un no global ambientalista , che sta facendo moltissimo per la riduzione delle emissioni in genere.
    Nel 2012, che e’ dietro l’angolo, non utopia.

    Noi, intanto, continuiamo a rimanere indietro e blaterare e cercare soluzioni vecchie e che, pur le meno inquinanti che si possano progettare, aumentano comunque quelle stesse emissioni che si dovrebbero ridurre a breve per tendenze e indicazioni a livello mondiale e per non rovinare irreparabilmente il clima e la nostra vita.
    E sentirci pure tanto furbi per il nostro “buon senso” , la concretezza, che ripete: e’ l’unica soluzione, volete affogarci nella rumenta… e che si oppone alle ridicole demagogie degli illusi patetici come lei mi giudica.
    Ma chi non vuol intendere, non intende. Non so che farci, continui con i suoi slogan tanto per accusare i politici che non le piacciono, come si fosse al bar o allo stadio.
    Andando avanti cosi’, il paese va a rotoli, ma pare non importi.

  5. Scritto da antonio gianetto

    Forse da noi non è il caso di preoccuparci!
    E’ stata pubblicata una classifica con le città più inquinate d’ Italia. Savova e Vado non compaiono neppure.
    Quindi possiamo costruire tutti gli inceneritori che vogliamo ed ampliare anche la centrale a Vado.
    Un curiosità, non Vi sembra strano che non siamo compresi in questa lista?
    A me viene semplicemente il sospetto che non facciano neppure i controlli e ci stiano prendendo per i fondelli!