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Liguria, 750 permessi di soggiorno per i lavoratori stagionali

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[thumb:1734:l]Liguria. Sarà l’agricoltura il settore principe nell’ambito del quale opererà la parte più consistente degli stagionali extracomunitari che stanno per fare il loro ingresso nel nostro Paese, una quota dei quali sarà attiva anche nel turismo e nell’edilizia. Secondo i dati in possesso delle organizzazioni agricole, alla fine dell’iter necessario per le procedure, la maggior parte degli 80 mila stagionali in ingresso sarà costituita da extracomunitari che lavoreranno nei campi o nei diversi comparti dell’agroalimentare.
A partire dalle ore 8 di oggi è possibile quindi accedere al sito web www.interno.it per la pre-registazione da parte dei datori di lavoro, direttamente o soprattutto attraverso le associazioni di categoria autorizzate, delle domande di nullaosta per il lavoro stagionale. “Si tratta – spiega la Coldiretti, organizzazione che lo scorso anno ha presentato il maggior numero di domande – di una procedura completamente informatizzata, già adottata un anno fa, che consentirà di evitare il problema delle lunghe file alle poste che si è verificato negli scorsi anni”. Sulla base della ripartizione territoriale effettuata dal Ministero della Solidarietà Sociale con la circolare 2/2008 del 18 gennaio, il maggior numero di autorizzazioni per lavoratori stagionali extracomunitari, ricorda la Coldiretti, riguardano: Campania (9.500), Lazio (7.500), Emilia Romagna (7.000), Veneto e Puglia (6.500) e Calabria e Sicilia (6.400). “La collaborazione tra soggetti qualificati – evidenzia la Cia-Confederazione italiana agricoltori – ha portato quest’anno importanti miglioramenti alla modulistica per il settore agricolo, rendendo la compilazione più agevole per gli operatori abilitati”.
Proprio le associazioni, prosegue, “con grande senso di responsabilità si sono impegnate a programmare le attività stagionali in base al periodo presunto di assunzione, facilitando in questo modo la trattazione delle pratiche da parte dell’amministrazione competente”. Allo stato attuale, ricorda ancora la Cia, “i lavoratori stranieri attivi nell’agricoltura sono poco meno del 15% del totale e appartengono a varie nazionalità, primi fra tutti polacchi, rumeni, albanesi e indiani, che in questi ultimi anni hanno visto crescere la loro presenza”. Gli stagionali , spiega ancora l’organizzazione agricola, “lavoreranno soprattutto nelle grandi raccolte che prenderanno il via sin dalla fine di febbraio e che si concluderanno con la vendemmia ad ottobre”. “Per la prima volta – rileva Confagricoltura – il decreto della presidenza del Consiglio dei Ministri (novembre 2007) è stato emanato con tempestività in quanto consente di presentare le richieste già dall’inizio dell’anno di riferimento (in precedenza il decreto veniva emanato solo in corso d’anno). Per quanto attiene alle procedure di presentazione delle domande, si confida – prosegue – che il portale messo a disposizione dal ministero dell’Interno per le associazioni di categoria funzioni in modo adeguato, e garantisca un regolare flusso di domande evitando i problemi che si sono verificati in occasione del recente flusso di lavoratori a tempo indeterminato”. Ecco di seguito una tabella, elaborata dalla Coldiretti, con il numero complessivo di immigrati stagionali autorizzati attivi nelle diverse regioni italiane.

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