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Lettere al direttore

Inutile corsa contro il tempo per salvare la vita ad un cane travolto da un’auto

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Un ennesimo episodio vergonoso nei confronti di un animale è stato compiuto a Savona. Mentre sono a casa nel tardo pomeriggio ricevo una telefonata dalla mia ragazza che in lacrime mi dice che ha appena assistito all’investimento di un cane da parte di un’auto, i proprietari sono di Acqui, sono due persone anziane, non conoscono nessuno qui e non sanno cosa fare. Faccio immediatamente il numero dell’Enpa e la segreteria telefonica mi suggerisce di chiamare il servizio veterinario del 118. Avverto subito la mia ragazza di chiamare il 118 e lei o forse qualche altra persona telefona subito col cellulare. Nel frattempo prendo le pagine gialle e provo a cercare un veterinario di Savona che possa prestare assistenza per l’urgenza.
Chiamo tutti i numeri in elenco, alcuni non rispondono, altri rimandano ad un numero di cellulare. Chiamo anche i numeri di cellulare, ma di tutti l’unico con cui riesco a mettermi in contatto è il dottor D.B. il quale mi risponde offrendomi la sua piena disponibilità; peraltro si trova a Varazze, e il cane ha bisogno di assistenza immediata. Nel frattempo è passata una mezz’ora, forse più, e del 118 non si hanno tracce. Richiamo io stesso il 118 e qui c’è la sorpresa, l’operatrice del call center mi risponde che sì, hanno già ricevuto la segnalazione ma il responsabile del servizio veterinario non ha autorizzato l’intervento in quanto il cane è di proprietà. Chiedo di poter parlare con questo signore che non esita a lasciar morire un essere vivente per uno stupido cavillo burocratico, ma mi viene risposto che non è possibile e che non mi si può dare il suo nome per la legge sulla privacy.
A questo punto perdo completamente le staffe e inizio a urlare contro la centralinista la quale alla fine mi dice che cercherà di risegnalare il caso al responsabile e che mi farà sapere (giusto per puntiglio mi chiedo come mai io non possa sapere né nome né numero di telefono di questo signore mentre loro con la mia semplice telefonata sanno immediatamente non solamente il mio numero telefonico, ma anche il mio nome ed il mio indirizzo; non ricordo di aver firmato nessuna liberatoria nei confronti dell’Asl).
Esco di casa e raggiungo il punto dell’incidente, poco lontano dal mio indirizzo, a questo punto sono passati ormai una cinquantina di minuti, nel frattempo la mia ragazza chiama il dott. D.B. che si attiva immediatamente per venire a Savona. Passano altri dieci minuti e ricevo una telefonata al mio cellulare con la quale mi viene detto che finalmente è giunta questa benedetta autorizzazione e sarebbe arrivato sul posto un veterinario. Ringraziamo ma ormai è tardi, la padrona del cane risponde di annullare pure l’intervento in quanto da li a poco sarebbe ormai giunto il dott. D.B. Questi infatti giunge pochissimi minuti dopo ma purtroppo non può che constatare l’ormai avvenuta morte dell’animale.
Premesso che né io né la mia ragazza conoscevamo né il cane, né i proprietari, né il dott. D.B., (che vorrei ringraziare per la disponibilità e la celerità) e abbiamo solamente cercato di aiutare un animale in difficoltà, mi chiedo come si faccia nel 2008 in una città come Savona ad esserci così tanto menefreghismo verso gli animali, questo responsabile del settore veterinario dell’Aslche vorrei proprio conoscere che rifiuta di provare a salvare una vita (e mi chiedo e gli chiedo di riflettere se magari un intervento tempestivo non avrebbe potuto evitare la fine in tragedia); la mia ragazza mi ha riferito di molte persone che sono passate nei paraggi infischiandosene altamente, solamente tre o quattro si sono fermate e hanno cercato di aiutare, ma soprattutto, io proprietario di un animale mi chiedo se sia possibile che un animale in difficoltà in un giorno festivo al giorno d’oggi possa trovare solo la morte come soluzione, senza che nessuna istituzione sia in grado di prestare aiuto.
Noi esseri umani dovremmo vergognarci di questo, gradirei dall’Asl, o magari dal comune una giustificazione, dalle varie organizzazioni a tutela degli animali una presa di posizione seria e da tutti un lavoro comune affinchè tragedie come quella successa oggi a questo cagnolino non accadano mai più.

Alessandro Incolto

Commenti

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  1. Scritto da ENPA SAVONA

    La morte, per mancanza di soccorsi veterinari, del cane di una famiglia di tu-risti in vacanza a Savona, non è la prima e, se non si porrà rimedio al più presto, non sarà neppure l’ultima irrisolta emergenza animalista della nostra provincia.

    E’ facile dire che la domenica non si trova medico neppure per gli esseri u-mani; ma ciò non giustifica una situazione che si protrae ormai da dieci anni, da quando la GUARDIA MEDICA VETERINARIA dell’ASL2 è stata inesorabilmente eliminata, malgrado le sole proteste della PROTEZIONE ANIMALI savonese.

    Da allora ENPA è ripetutamente intervenuta chiedendone il ripristino, anche in base all’obbligo previsto dalla Legge regionale sulla tutela degli animali, che prevede fin dal 2000 l’istituzione, di concerto tra Comuni ed ASL, di POLI DI EMERGENZA VETERINARIA che, ad oggi, non esistono ancora.

    L’ultimo sollecito è del 20 gennaio scorso, quando l’associazione ha messo a disposizione la propria sede di Via Cavour, nel caso potesse essere utile per sbloccare la situazione.

    I Volontari della PROTEZIONE ANIMALI di SAVONA