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I sindaci del Finalese non demordono: azioni di lotta contro il Piano sanitario foto

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[thumb:5313:l]Pietra Ligure. Dopo la “marcia su Genova” e di fronte alla decisione dell’assessore regionale Montaldo di non fare passi indietro sull’iniziativa di deaziendalizzazione del Santa Corona, i dipendenti del nosocomio pietrese e alcuni sindaci del comprensorio si sono incontrati per mettere a punto nuove strategie di contrasto al piano di riordino ospedaliero formulato dalla giunta Burlando. Nella riunione che si è tenuta a Pietra Ligure hanno fatto sentire le loro voci gli amministratori di Magliolo, Spotorno, Borghetto Santo Spirito, Borgio, Giustenice, Loano, oltre al sindaco “di casa” De Vincenzi, fin dalla prima ora pronto a dare battaglia per scongiurare il ridimensionamento del Santa Corona.
Così Luigi De Vincenzi: “I cambiamenti previsti dal Piano sanitario che sta per passare in Regione sono diversi da quelli che ci erano stati prospettati in un primo tempo. La nostra è una lotta a favore del territorio, concordata con i sindaci del ponente, e deve essere svincolata da ragioni di bandiera politica. Dobbiamo agire senza eccessi, ma con manifestazioni chiare e decise”.
L’ex presidente della Provincia di Savona, Alessandro Garassini, alla guida del Comitato di difesa del nosocomio pietrese, è per la linea dura. “Questo Piano sanitario è un colabrodo. I direttori sanitari hanno fatto un lavoro penoso. Il Trauma Center previsto sarà zonale, non certo di alto livello” ha dichiarato profilando la prospettiva di uno smantellamento, se la struttura verrà inglobata in un’unica Asl provinciale. “Il tempo delle parole è finito: dobbiamo dare battaglia altrimenti il Santa Corona è destinato a chiudere – ha aggiunto Garassini – Le lotte si combattono per strada e in questo caso la strada da bloccare è la sopraelevata di Genova. Intanto stiamo studiando le pratiche legali per impugnare il Piano regionale. Per questo stiamo raccogliendo fondi da consiglieri regionali e amministratori comunali”. E’ infatti in via di preparazione un ricorso al Tar; le spese legali saranno pagate attraverso sottoscrizioni.
Qualche sindaco ipotizza di bloccare l’Aurelia, con tanto di fascia tricolore addosso, mentre per il sindacalista Alessandro Enrico si deve “bloccare la sopraelevata” (“Se invadiamo l’Aurelia da noi a Genova ridono” ha detto). E’ più probabile che la prima iniziativa di protesta sia un “girotondo” in prossimità della rotatoria posta all’ingresso dell’ospedale.

[image:5312:r:s=1]Il primo cittadino di Loano ha ribadito la volontà di dare battaglia senza quartiere, al limite della denuncia per interruzione di pubblico servizio. “Siamo nella fase più aspra – ha affermato – Sono indotto a pensare ad iniziative anche eclatanti, per esempio un picchetto allo stadio di Marassi in occasione del derby, il 17 febbraio, per accendere i riflettori dei media sulla situazione che stiamo affrontando”. “Ho ricevuto critiche per il mio attivismo – ha aggiunto Vaccarezza – e sono stato bollato come uno che cavalca la polemica per tornaconto politico. Ma io sono qui per un motivo semplice: ho due bambini piccoli e l’ospedale Santa Corona dovrà poter garantire a loro e ai loro figli la salute negli anni a venire”.
Anche l’amministrazione di Finale Ligure continua ad essere schierata con gli oppositori della deaziendalizzazione. Il sindaco Richeri ha già annunciato: “Convocherò al più presto una Conferenza dei sindaci del distretto Finalese per cercare di ribaltare la posizione della Regione. Questo Piano di riassetto ospedaliero è nato fuori dalle esigenze del nostro territorio”.
Giuseppe Morro, presidente della Comunità Montana Pollupice, ha affermato: “Ho l’impressione che la politica, a nome di presunti risparmi, voglia fare dei servizi del nostro territorio uno spezzatino. Dobbiamo essere in grado di dimostrare che tutto il risparmio che verrebbe dai provvedimenti contro il Santa Corona in realtà non esiste. Bisognerebbe rivolgersi ad autorità istituzionali più alte e far sapere che siamo insoddisfatti di questa situazione. Sì alle manifestazioni, anche molto risolute, ma dobbiamo comunque rimanere attenti e pacati”.
Sullo sfondo delle polemiche un aspetto inquietante. E’ stato riferito che Mauro Boetto, referente della Rsu di Pietra, continua a ricevere ingiurie e minacce tramite messaggi sms non rittracciabili, proprio per il suo ruolo di interlocutore con le istituzioni. Forme di pressione che riceverebbero anche altri responsabili della Rsu.
Alla riunione, oltre a Boetto, erano presenti i sindacalisti Franco Bertolo, Osvaldo Bacino e Silvio Valdisserra. I lavoratori del Santa Corona sono apparsi uniti nella lotta e, oltre alle iniziative politico-giuridico, invocano azioni plateali, non escludendo manifestazioni di piazza. La Rappesentanza Sindacale Unitaria ha chiesto ampio mandato all’assemblea per compiere tutto il possibile sui fronti più diversi ed ha auspicato la partecipazione delle forze del territorio “con le bandiere di tutti i colori”. Spazio anche all’autocritica, con la constatazione della poca partecipazione alla riunione.

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