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E’ un ventenne l’autore delle minacce a Bertolotto: forse una bravata

[thumb:4463:l]Savona. E’ stato identificato in una manciata di ore l’autore della telefonata minatoria ricevuta dal presidente della Provincia di Savona, Marco Bertolotto. L’indagine, conclusa in tempo record dagli agenti della squadra di polizia giudiziaria coordinati dal procuratore capo Vincenzo Scolastico, ha risolto il giallo proprio mentre iniziavano a moltiplicarsi gli attestati di solidarietà da parte del mondo politico savonese, turbato da un episodio “atipico” per il panorama locale. Ad aver effettuato la chiamata intimidatoria a Bertolotto è stato M.R., 20 anni, residente nella zona di Borghetto Santo Spirito, più precisamente, secondo indiscrezioni, a Balestrino. Il giovane ora dovrà rispondere del reato di minacce aggravate.
Il ventenne ha telefonato al presidente della Provincia nella notte tra sabato e domenica, oscurando il proprio numero, sicuro di poter preservare l’anonimato. Una chiamata costellata di insulti e caratterizzata da un’inquietante minaccia di morte in base alla quale l’amministratore e primario toiranese, se non fosse stato “attento a quello che fa”, avrebbe ricevuto “due spari in testa”. La voce del misterioso interlocutore simulava, tra l’altro, un accente calabrese poco credibile.
Bertolotto ha subito denunciato il fatto alla Procura della Repubblica. Oggi il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Nicoletta Frediani, avrebbe preso una decisione sull’assegnazione di una scorta al presidente dell’ente provinciale. Non ce ne sarà bisogno. La squadra di polizia giudiziaria è risalita in meno di ventiquattr’ore al giovane controllando tutti i tabulati telefonici delle chiamate ricevute dal destinatario delle minacce. Il ventenne, infatti, ha semplicemente chiamato dal proprio cellulare, pensando che per non essere rintracciato bastasse rendersi invisibile digitando #31#.
Secondo gli inquirenti, si è trattato di una semplice bravata. Non sarebbero infatti emersi collegamenti o contatti diretti tra il giovane e Bertolotto e nemmeno con l’amministrazione provinciale. Ma a chiarire le ragioni del gesto sarà lo stesso M.R., che questa mattina verrà interrogato dalla magistratura.

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