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Lettere al direttore

Consultazione sulla piattaforma Maersk: quattro quesiti, ma il voto non è vincolante

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Mancano pochi giorni alla consultazione sulla piattaforma Maersk. Tutto dovrebbe essere ormai chiaro e invece c’è grande confusione e animosità anche tra le fila degli oppositori al progetto. C’è chi vuole rivendicare la primogenitura della contrarietà all’opera, c’è chi aveva la piattaforma nel programma e ora la rinnega, c’è chi vuole smentire Bovero, c’è chi è preoccupato delle ripercussioni ambientali, c’è chi crede nel carattere vincolante della consultazione e c’è chi, come Rifondazione Comunista, ha cercato di comparare le possibili ricadute occupazionali positive con le sicure conseguenze negative in termine di vivibilità. Una posizione sicuramente più articolata, ma non per questo meno chiara, che ha avanzato dubbi, ha posto domande e ha contribuito a rafforzare l’opposizione al progetto. Una posizione frutto del lavoro svolto dal nostro circolo in questi anni, delle espressioni di voto maturate in Consiglio comunale, in Consiglio provinciale, in Giunta regionale. Una posizione, rettificata all’unanimità dalla Direzione provinciale del PRC lo scorso 21 novembre, che sottolinea l’innegabile pesantezza di un simile intervento e parallelamente mette in luce le scarse certezze sotto il profilo occupazionale. A tal proposito basta leggere i quotidiani in questi giorni: la Maersk taglierà entro aprile 3000 (tremila) posti di lavoro.
Con un progetto di tale importanza (qualunque sia la posizione è innegabile che il progetto Maersk sia importante) era quanto meno opportuno far esprimere la cittadinanza. Proposta che abbiamo avanzato, nell’assoluto rispetto dei ruoli, al Sindaco di Vado Ligure Carlo Giacobbe. Rifondazione Comunista avrebbe però voluto che i cittadini si epsrimessero quando questo avrebbe potuto avere ancora un reale valore di consenso o di dissenso. Il prossimo 20 gennaio la consultazione, che tra l’altro si svolge dopo la votazione in Consiglio comunale sull’accordo di programma, non è vincolante e quindi i cittadini, è bene saperlo, non decideranno nulla. Inoltre, così come impostato, il questionario non è statisticamente corretto. Le scale semantiche nei questionari devono essere simmetriche per avere risposte statisticamente corrette, cioè devono rappresentare le opinioni senza distorsioni. In questo senso il primo quesito è da manuale: 5 risposte favoreli alla piattaforma, 1 sola contraria. Per questo, come già accaduto per Varazze, riteniamo che la nostra posizione non trovi risposta nelle modalità di consultazione.
Non a caso oggi molti elettori e cittadini ci fanno presente che la loro espressione di voto non avrà comunque alcun valore e sono fortemente tentati di non partecipare o di anullare la scheda. Comprendiamo bene la loro disillusione tuttavia crediamo di non dover rinunciare ad incidere fortemente anche in questo momento esprimendo i nostri dubbi. Proprio per questo in queste ore, con un grande e generoso sforzo militante, stiamo volantinando tutta Vado Ligure ben consci che spetterà poi all’Amministrazione comunale trarre le dovute conclusioni capaci di recepire tutte le perplessità dei vadesi.

Marco Ravera
Segretario provinciale Rifondazione Comunista

 

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