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Vado Ligure, l’opposizione chiede elezioni anticipate

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[thumb:289:l]Vado Ligure. L’opposizione vadese, formata da esponenti ex Margherita, gruppo Firme e di Vivere Vado, dopo la vittoria netta del no alla consultazione popolare sulla piattaforma Maersk, chiede le dimissioni del sindaco Carlo Giacobbe ed elezioni anticipate. “Il dato più significativo che è emerso dalla consultazione popolare – spiegano – è che i vadesi hanno scartato in modo fortissimo la risposta su ‘E’ materia sulla quale devono decidere gli amministratori’: ciò dimostra che pretendono di partecipare in prima persona alle scelte strategiche che interessano la nostra città”.
“Il metodo della consultazione diretta – aggiungono dall’opposizione consiliare – dovrà perciò valere anche per altre scelte fondamentali, come quelle legate alla centrale termoelettrica. Un voto così marcatamente negativo anche nelle risposte agli altri quesiti comporta inequivocabilmente un’altra riflessione: i vadesi hanno bocciato non solo l’accordo di programma, ma anche il Piano Regolatore Portuale perché hanno individuato nel progetto della piattaforma gravi carenze e criticità riguardanti lo sviluppo del territorio, l’occupazione e la salvaguardia dell’ambiente”.
“Non ci si venga a dire – proseguono – né da parte del Presidente della Regione Liguria né da parte del Presidente dell’Autorità Portuale che siamo di fronte a decisioni vincolanti: l’unico vincolo per gli amministratori è il mandato ricevuto dagli elettori e la consultazione di domenica scorsa l’ha revocato perché la bozza di accordo presentata in Consiglio Comunale non difende i sacrosanti diritti dei cittadini vadesi”.
I rappresentanti dell’opposizione concludono chiedendo al sindaco “di assumere senso di responsabilità pari a quello che i cittadini vadesi hanno dimostrato partecipando alla consultazione nonostante i pesanti deficit organizzativi”. “Nel rispetto dei suoi elettori e dell’intera cittadinanza vadese – affermano – l’atto dovuto sono le sue dimissioni, unico vero esercizio di stile politico”.
Il no pronunciato dal 60% dei vadesi che hanno partecipato alle votazioni avrà in ogni caso un peso almeno sul piano politico. Simone Falco di Rifondazione Comunista ha osservato che “i cittadini hanno il loro responso. Credo che per l’amministrazione Giacobbe sia ormai il tempo di rassegnare le dimissioni. I vadesi non vogliono non un tipo piuttosto che un altro, non vogliono proprio la piattaforma nel suo insieme e lo hanno detto con forza. E’ stato tentato anche il trucco di recuperare attraverso l’ingresso in maggioranza del gruppo di Pietro Bovero, ma questa volta non servirà trovare scuse, perché la maggioranza non esiste più”.
Il primo cittadino Carlo Giacobbe difende la propria linea: “Non mi dimetto, ma cercherò, in vista della convocazione del consiglio, previsto per i primi di febbraio, di lavorare per rinforzare la maggioranza”.
A sostenere le ragioni del sindaco, l’assessore all’ambiente Sergio Verdino: “La democrazia impone il rispetto della volontà degli elettori e credo che da questo punto di vista non si possa che elogiare l’atteggiamento e la prova di lealtà data dal sindaco Giacobbe, che ha accettato e condotto il confronto con chi ha detto no, in modo rispettoso e chiaro. Ora valuteremo le proporzioni e le cause di questa sconfitta”.

Commenti

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  1. Scritto da milena d

    Il presidente Burlando ha ragione semmai da un certo punto di vista, che e’ stato piuttosto irresponsabile coinvolgere la cittadinanza solo a questo punto, a giochi gia’ pesantemente avanzati, e non prima.

    Irresponsabile… o forse errore di valutazione e di presunzione? Sarebbe il caso di meditare: le persone votano e decidono sempre meno per appartenenza ideologica, sempre piu’ salla base dei fatti concreti.

  2. Scritto da antonio gianetto

    “Il caso piattaforma. Vado verso la resa dei conti. Il giorno dopo la vittoria del «no» nella consultazione sulla piattaforma Maersk, Vado si avvia a grandi passi verso la resa dei conti. E da Genova il presidente della Regione Liguria, Burlando, critica la scelta del Comune di coinvolgere l’opinione pubblica”.
    Sacrosante parole!!!!
    Perché devono sentire la parola dei cittadini, quando abbiamo il partito che vede e provvede per loro?
    Un loro slogan, che leggo tutti i giorni, passando davanti alla sezione PD di via genova, rappresenta una figura femminilec he dice: ” sono democratica perché decido io “.
    Ci dobrebbero spiegare, che cavolo, questa giovane, dovrebbe decidere, o forse questa figura che rappresenta il partito?

  3. Scritto da antonio gianetto

    Come si rinforza la maggioranza, elargendo a qualche consigliere, incarichi extra, come pare, sia avvenuto a Savona?