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Consultazione Maersk: il commento di Verdi e Rifondazione

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[thumb:5196:l]Vado Ligure. Di seguito il commento del segretario provinciale di Rifondazione Comunista Marco Ravera sull’esito, ancora provvisorio, della consultazione popolare di Vado Ligure per la piattaforma Maersk, dove sembra ormai sicura una netta vittoria del No in tutti i quattro quesiti.
“L’andamento delle operazioni di scrutinio relative alla consultazione popolare di Vado Ligure sulla piattaforma contenitori dimostrano quanto Rifondazione ha sempre sostenuto con forza: a Vado si doveva svolgere una consultazione seria, vincolante, in grado di rappresentare realmente il consenso o il dissenso rispetto all’operazione”, afferma Ravera in una nota.
“L’amministrazione comunale, tentando invano di ricompattare la maggioranza uscita dalle urne nel 2004, ha scelto un’altra strada, meno chiara, più soggetta alle interpretazioni, meno rispettosa nei confronti dei cittadini e della Maersk stessa. Quello che emerge fin da ora è comunque una contrarietà diffusa al progetto sull’intero territorio comunale dalla Valle di Vado a Segno, da San Genesio a Porto Vado fino all’ultimo seggio scrutinato quella della Marinella dove nel quesito 1, relativo al parere sui contenuti dell’accordo di programma, l’opzione “negativi per Vado Ligure” raccoglie 573 voti contro i soli 170 dell’opzione “un’opportunità di sviluppo irripetibile per Vado Ligure”. E seppur il questionario non è statisticamente corretto difficilmente i sostenitori del progetto potranno “sommare” i voti delle diverse opzioni favorevoli alla piattaforma”.
“Un’altro messaggio sembra giungere chiaro dalle urne – conclude la nota -. La maggioranza del 2004 non esiste più e questo si sapeva, quella emersa nel Consiglio comunale dell’11 dicembre (Giacobbe e Bovero) ha scarso consenso tra i cittadini. Anche su questo aspetto l’amministrazione comunale dovrà trarre le dovute conclusioni”.
Sull’esito del referendum che ha portato al voto i cittadini di Vado Ligure per dire la propria opinione sulla piattaforma Maersk soddisfazione è stata espressa dal consigliere regionale dei Verdi Carlo Vasconi che aveva portato avanti questa battaglia insieme ai comitati ambientalisti della zona. “Il messaggio è chiaro – afferma Vasconi – ai liguri le promesse di nuovi posti di lavoro a qualsiasi costo non convincono più: vogliono che all’occupazione si associ la qualità del lavoro e della vita e il rispetto dell’ambiente. Condizioni che il progettato scalo della Maersk non garantiva. Sarebbe stato stravolto un tratto importante di costa e la vita di una cittadina di 8 mila abitanti. Sul progetto in particolare pesava l’assenza di infrastrutture: il 60 per cento del traffico si sarebbe svolto su gomma portando al collasso una viabilità difficile e aumentando l’inquinamento. Credo che il referendum rappresenti la conferma di una svolta nel modo di sentire dei liguri di cui si erano già avuti sentori durante la battaglia contro la centrale a carbone di Ferrania, la grande partecipazione alle lotte contro la discarica della Filippa e contro la cementificazione ad Alassio e ad Albissola. Il risultato del referendum rappresenta anche un messaggio importante per il centro sinistra, di cui facciamo parte, che su questi temi deve cambiare marcia e anche un messaggio alle autorità portuali che devono smettere di pensare solo a piattaforme per i container e non al contesto ambientale ed urbanistico al territorio dove vengono inserite. Occorre una nuova politica economica meno invasiva per il territorio e l’ambiente”.
Vasconi ricorda anche che la piattaforma Maersk aveva portato alle dimissioni di un vicesindaco e due assessori della giunta di Vado: “Si erano dimessi per difendere l’ambiente: un esempio di moralità e di una politica capace di guardare ai valori e non agli interessi”.

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