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Albenga, uno scrigno archeologico per capire l’antico popolo dei Liguri

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Albenga. Il professor De Marinis, docente di Preistoria e Protostoria presso l’Università agli studi di Milano, nel corso di un seminario di studi a Palazzo Ducale, ha elevato Albenga a luogo-chiave per chiarire la genesi dell’antico popolo pre-romano del Liguri. Nella sua ultima opera dal titolo ” Ancora i Liguri. Un antico popolo europeo tra Alpi e Mediterraneo”, il docente milanese ha indicato la necropoli ingauna, posta nell’alveo del fiume Centa, come una delle “città dei morti” più importanti dell’antica Liguria, la cui estensione territoriale era molto più estesa di quella della Liguria attuale. Quella che ai tempi di Tito Livio, il più celebre storico della latinità, prendeva il nome di Liguria si estendeva infatti tra Marsiglia, ad occidente, il corso del Po, a settentrione e la Lunigiana ad Oriente. In questa terra sorgevano molte importanti città come l’odierna Marsiglia, Albenga, Genova e Chiavari e chiaramente Albenga.
Molto probabilmente il popolo Ligure non era di stirpe gallo-celtica bensì etrusca. Ciò lo si è dedotto osservando attentamente la tecnica di inumazione dei defunti, partendo proprio dallo studio metodico di quanto gli archeologi hanno riportato negli ultimi tre anni alla luce in riva al Centa. Purtroppo, come ha sottolineato anche la Sovrintendente regionale ai beni culturali per il Piemonte Liliana Pittarello, già nel passato aveva ricoperto analoga carica a Genova, in Liguria non esiste una cattedra di studi preistorici a livello universitario e nemmeno una direzione di studi archeologici presso la sovrintendenza genovese. Per quanto concerne infatti la tutela dei beni archeologici la Liguria deve fare capo alla Sovrintendenza piemontese. Sono queste gravi lacune che finora hanno limitato molto la possibilità di compiere studi approfonditi in ordine a questo popolo che ora si scopre essere stato molto più raffinato di quanto gli storici del passato, a partire proprio da Tito Livio, ci hanno fatto credere.
Nasce dunque ora l’esigenza di attrezzare l’Università genovese con un’apposita cattedra dedicata allo studio di quella che noi chiamiamo la Preistoria e la Protostoria e, considerata la ricchezza di testimonianze di quest’epoca custodite nel ponente ligure, non appare del tutto peregrina l’idea di indicare nella città di Albenga la futura sede di questo corso di studi. In breve possiamo infine dire che i Liguri erano non solo un popolo di grandi contadini ma anche audaci marinai, seppur solamente in epoca più tarda si convertirono a questo tipo di traffici utilizzando come porti le insenature naturali di Genova, del Tigullio e della Spezia. Furono gli autori di quella titanica opera di terrazzamento dello scosceso territorio ligure compiuta non tanto per ricavare terre adatte alla coltivazione, quanto per contenere il fenomeno del dilavamento dei pendii montuosi, considerato che, per ricavare la maggior superficie abitabile avevano in precedenza provveduto a disboscare buona parte del territorio da loro abitato. Quasi si potrebbe affermare dunque che da quel popolo ci arriva pure un’importante lezione in termini di Protezione Civile.

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