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Albenga, operazione antidroga: arrestato marocchino ricercato

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[thumb:4807:l]Albenga. E’ stato rintracciato ad Albenga lo spacciatore maghrebino che mancava all’appello nella banda sgominata lo scorso 17 dicembre dai carabinieri coordinati dal capitano Sandro Colongo. M.E., 32 anni, marocchino con precedenti penali, ha fatto in tempo a trascorrere il Capodanno a piede libero, ma infine è stato trovato nell’abitazione ingauna dove si nascondeva ed è finito agli arresti per detenzione a fini di spaccio di cocaina e hashish. L’inchiesta dell’Arma che lo vede coinvolto aveva già portato in carcere un suo connazionale, N.E., 23 anni, residente a Melzo (Milano). Le pattuglie lo avevano fermato al casello di Pietra Ligure mentre era al volante di una Merced Classe A, nel cui bagagliaio nascondeva duecento grammi di cocaina. Un “pony express” della droga che ha condotto gli investigatori all’arresto di altri sette nordafricani: i marocchini H.J., 34 anni, T.A., 37 anni, A.A., 31 anni, residenti ad Albenga, i fratelli A.E., 26 anni, e A.E., 23 anni, abitanti ad Alassio, e l’algerino A.M., domiciliato nella città delle torri. I militari avevano perquisito le abitazioni degli indagati, trovando dieci grammi di cocaina, ottocento grammi di hashish e quattromila euro in contanti, considerati il provento dell’attività illecita.
Per completare il quadro mancava solo il trentaduenne M.E., che si era reso irreperibile, ma senza lasciare la sua città di residenza, rifugiandosi in un appartamento dove nei giorni scorsi il fiuto dei carabinieri non ha mancato di arrivare.
Viale Pontelungo, il lungo Centa e i vicoli più isolati del centro storico sarebbero stati i punti privilegiati per lo spaccio di cocaina e hashish dalla banda stroncata dai carabinieri. Gli inquirenti hanno ricostruito il percorso degli stupefacenti dalla Lombardia ai consumatori liguri. Gli investigatori hanno identificato una trentina di acquirenti, ma sospettano l’esistenza di una clientela molto più “vasta”. Secondo l’accusa, negli ultimi due mesi d’attività l’organizzazione criminale aveva organizzato un paio di viaggi alla settimana per rifornirsi di droga. Ogni spostamento avrebbe permesso ai trafficanti di far arrivare duecento grammi di cocaina nel ponente savonese, per un totale di almeno tre chili. Lo spaccio avrebbe fruttato ai malviventi tra i 200 e 400 mila euro.

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