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Albenga a quota 24 mila abitanti: aumenta la presenza di romeni

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[thumb:2795:l]Albenga. Alla fine del 2007 la città di Albenga ha raggiunto la sua massima espansione demografica: 23.988 abitanti. Mai successo sino ad ora. Il merito, come ormai tutti i manuali di sociologia e demografia più aggiornati ci insegnano, non è certamente da ascrivere alla popolazione autoctona, che ormai da tre decenni è in costante e rapido decremento ed in una fase di invecchiamento veloce, bensì all’immigrazione da altre nazioni, meno sviluppate dell’Italia, siano esse appartenenti all’Unione europea o meno.
Assodata ormai la storica presenza in città di marocchini ed albanesi, le due comunità più numerose, con 541 e 322 residenti rispettivamente, il balzo in avanti più vistoso nell’anno appena concluso lo ha compiuto la comunità romena, passata dai 41 membri che contava a Capodanno 2007 ai 140 di oggi. E’ l’indiscutibile effetto dell’ingresso del paese danubiano nell’Unione Europea e della conseguente libera circolazione delle persone che l’Unione garantisce a favore dei propri cittadini. Anche i polacchi infatti sono in lento e costante aumento nella “città delle torri”. In questa prima settimana del 2008, poi, altri romeni si sono presentati all’ufficio anagrafe del comune ingauno e stanno preparando le carte per ottenere la residenza, per cui non è poi tanto difficile pensare che Albenga tra qualche mese possa superare agevolmente la fatidica quota di 24.000 residenti.
Dunque la colonia di immigrati in maggior crescita è quella romena e questa tendenza non è solamente una prerogativa ingauna, ma anche di tutte le città che si trovano in un raggio di trecento chilometri dalla zona albenganese. Basti pensare che Torino, la metropoli piemontese, sta di nuovo sfiorando il milione di abitanti e che qui addirittura il 43% dei nuovi torinesi proviene da Bucarest e dintorni.
Un bene od un male la calata di molti romeni alle nostre latitudini? E’ un tema che fa discutere i politici ed i funzionari delle pubbliche amministrazioni che operano nel territorio ingauno. Il primo ad accorgersi che qualcosa all’ombra delle torri stesse cambiando radicalmente è stato il consigliere verde Carlo Tonarelli che ha chiesto al sindaco Antonello Tabbò quali iniziative intenda intraprendere la giunta municipale ingauna al fine di favorire l’integrazione dei nuovi immigrati. Tonarelli propone una sorta di Stati generali dell’immigrazione ad Albenga, cui dovrebbero partecipare tutte le istituzioni interessate al fenomeno quali Comune, Prefettura di Savona, scuole locali, Asl.
Tiepide le reazioni del centrosinistra alla proposta di Tonarelli. Il Partito Democratico va cauto di fronte ad un immigrazione massiccia dall’Est Europa. Contraria a priori la sezione ingauna di Alleanza Nazionale che addirittura preconizza un’espulsione di massa per i cittadini neo-comunitari.
Quale sarà dunque l’Albenga del domani? Ancora non si può dirlo con precisione. Il dibattito è aperto e, considerando i dati demografici, la proposta di Tonarelli è destinata a rimanere uno spunto di riflessione.

Commenti

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  1. Hubble
    Scritto da Hubble

    Di solito vedo bene e lontano ma non avrei potuto credere ad un benessere cosi’ vicino.
    Si, perchè se cosi’ non fosse, migliaia di Onesti lavoratori non sarebbero venuti qui a chiedere la residenza ed a insegnarci come si puo’ vivere bene con poco lavoro.
    Il NOSTRO DIFETTO è quello di essere FORTUNATI e NON ACCORGERSENE.