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Alassio: Sebastiano Lo Monaco ospite di “un’ora con l’attore”

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[thumb:5316:l]Alassio. Domani sera, ad Alassio, Sebastiano Lo Monaco sarà ospite dell’iniziativa “un’ora con l’attore”. Alle ore 17.30, nell’Auditorium della Civica Biblioteca, il protagonista dello spettacolo “Otello” incontrerà il pubblico della stagione teatrale alassina.
Sarà la giornalista Elisabetta Mandraccio a condurre l’iniziativa che offrirà l’occasione al pubblico di conoscere alcuni dettagli del “dietro le quinte” dello spettacolo.
Nato a Floridia, in provincia di Siracusa, nel 1958, Sebastiano Lo Monaco ha studiato all’Accademia d’arte drammatica “S. D’Amico”. Ha debuttato in teatro nel 1979 diretto da Enrico Maria Salerno ne “La lupa” di Verga e l’anno seguente ha recitato a fianco di Salvo Randone in “Edipo”.
Dopo aver recitato con Adriana Asti, Annamaria Guarnieri sotto la direzione di grandi registi come Missiroli, nel 1989 ha iniziato l’attività di primo attore e impresario.
Molti i titoli pirandelliani nella sua carriera: “Come tu mi vuoi” con Adriana Asti nel 1980, “Così è (se vi pare)”, “Il berretto a sonagli” (regia di Mauro Bolognini), “Questa sera si recita a soggetto” e “Sei personaggi in cerca d’autore” (diretto da Giuseppe Patroni Griffi).
Nella sua carriera compaiono anche partecipazioni a film quali I vicerè (2007) di Roberto Faenza, Festa di laurea di Pupi Avati (1985), Dove siete? Io sono qui di Liliana Cavani (1993) e Body Guards di Neri Parenti (2000). In televisione è tra gli interpreti di Joe Petrosino, La piovra 9, Un prete tra noi, Sarò il tuo giudice e ne La romana con la regia di Giuseppe Patroni Griffi.
“Un’ora con l’attore”, afferma l’assessore al turismo e alla cultura, Monica Zioni, “è una iniziativa che abbiamo introdotto lo scorso anno. Si tratta di un incontro gratuito aperto a tutta la cittadinanza, anche se rivolto in particolar modo ai giovani, ai quali offriamo l’opportunità di conoscere i grandi protagonisti della scena teatrale nazionale e di vedere gli spettacoli ad un prezzo speciale di 10 euro. Inoltre, chi decide di assistere a tutti gli spettacoli potrà richiedere un attestato che sarà valido come credito formativo.”
Alle ore 21.00, Sebastiano Lo Monaco calcherà il palco del Palalassio “L. Ravizza”, per interpretare “Otello”, spettacolo inserito nella stagione teatrale organizzata dall’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Alassio, nell’ambito del circuito teatrale La Riviera dei Teatri – Provincia di Savona.
Composto dal grande drammaturgo di Stratford William Sheakspeare intorno al 1604, dopo Amleto e poco prima di Macbeth e Re Lear, Otello è un dramma d’amore e di morte, passioni e diversità, ma anche una messa in scena della tragedia della parola di incredibile forza e allo stesso tempo, fragilità.
A portare in scena la cieca gelosia del generale moro della repubblica di Venezia sarà Sebastiano Lo Monaco. Al suo fianco, nel ruolo delicato ed emozionale della dolce Desdemona, ci sarà Marta Richeldi. Sul palco saliranno anche Massimo Reggio (Brabanzio), Mirko Rizzotto (Cassio), Maria Rosaria Carli, Massimiliano Vado (Iago), Alkis Zanis (Roderigo), Amedeo D’Amico (Doge). La regia è di Roberto Guicciardini per la traduzione di Masolino D’Amico. I costumi sono di Maurizio Millenotti.
“La trama della tragedia scritta da Shakespeare” scrive nelle note di regia Roberto Guicciardini “è celebre, ma ogni nuova lettura, ogni ipotesi di realizzazione scenica, ne mette in rilievo la complessità.
La storia di amore e gelosia, per spostamenti progressivi, raggiunge ineluttabilmente l’apice orrendo dell’omicidio e della strage. Ma la tessitura della tragedia non è lineare. Contempla percorsi accidentali, snodi impensati: basta un salto di stile nel linguaggio, la reazione imprevedibile di un personaggio, una osservazione innocua, un gesto immotivato, per aprirci le porte all’insondabile, in una spirale di emozioni che provocano turbamento e smarrimento. Il dubbio e l’incertezza che attanagliano Otello sono, sottotraccia, la tensione costante del suo agire. La sua leggenda eroica si stempera e si degrada lentamente nella materialità di un linguaggio frantumato, che appare perturbante visto in una proiezione distruttiva delle illusioni individuali. Il sentimento incontrollato si proietta in un destino di distruzione. Proprio il Moro, che conosceva la magia della parola nell’ampio spettro dell’epico e dell’immaginario, cede al dubbio che frantuma ogni certezza ed è indotto a assumere su di sé la condanna della diversità, e a scandire nel proprio subconscio il crescendo stesso della propria angoscia. E il degrado si propaga su quanti entrano nel suo cerchio di azione. Desdemona con la sua marmorea bellezza, “più bianca della neve e liscia come alabastro sepolcrale”, non troverà alcun appiglio in un mondo che appare scardinato dal proprio asse. L’amore non è estasi e incanto ma passione distruttiva, ossessione, follia. L’intreccio degli inganni ordito da Jago con un crescendo implacabile, pur nel ritmo dell’improvvisazione, è condotto con la perfidia di un giuoco intellettuale, ma emana nel suo esplicarsi la forza dirompente dell’odio che condurrà alla definitiva afasia. I turbamenti sentimentali, la tortura dell’amore tradito, non sono disgiunti da una marcata morbosità, così come latenti pulsioni aberranti creano un clima erotico che si espande su tutti come una rete profumata, ma esiziale”.

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