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Ad Albenga primo impianto a biomasse in Liguria per settore agricolo

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[thumb:3888:l]Albenga. Con due chilogrammi di cippato si produce energia pari a quella ottenuta da un litro di gasolio ed il prezzo è meno della metà del combustibile liquido. Su questi dati appoggia la decisione dell’azienda Agricola C.& G. Floricola di Gerolamo Calleri e Claudio S.S. di Albenga di installare un impianto a biomasse per il riscaldamento delle serre, il primo nel settore agricolo della Liguria.
L’impianto, appoggiato dalla Coldiretti di Savona, è stato inaugurato alla presenza di agricoltori e produttori di materia prima della zona. Nel primo mese di attività del nuovo impianto l’azienda Calleri, specializzata nella coltivazione di orchidee da reciso in serra, è già riuscita a risparmiare i 2/3 dei costi, il tutto inserito in un percorso di filiera certificata dove il cippato necessario al funzionamento della caldaia arriva da meno di 40 chilometri di distanza, dalle foreste del gruppo Benso, certificate FSC, marchio internazionale che ne garantisce la provenienza e il rispetto della gestione del bosco in una filosofia di protezione dell’ambiente botanico e faunistico. Inoltre il nuovo impianto a biomasse permetterà di risparmiare oltre 300 tonnellate annue di CO2, corrispondente alle immissioni totali di 250 auto circolanti ad Albenga.
“Questo – ha spiegato il direttore provinciale di Coldiretti, Marco Allaria Olivieri – può essere l’inizio di un discorso di sviluppo integrato del territorio che consente di utilizzare la materia prima dei nostri boschi con evidente ricadute positive sia sui produttori che sugli utilizzatori e sull’ambiente”.
Proprio in questa ottica la Coldiretti savonese sta realizzando una iniziativa che consentirà ai floricoltori che utilizzano impianti a biomasse di dotarsi di uno speciale bollino che garantisce l’ecocompatibilità del prodotto.
“E’ nostra intenzione – ha aggiunto Olivieri – sostenere la creazione di micro generatori che utilizzano biomassa locale, contribuendo così allo sviluppo locale delle zone rurali, per dare una prima concreta risposta al problema per le aziende dovuto all’aumento costante del costo degli idrocarburi sia per il gasolio da riscaldamento sia per i derivati delle materie plastiche. Le biomasse sono risorse locali rinnovabili, a differenza delle risorse fossili, quali petrolio, carbone o gas che vengono in larga parte importati da paesi lontani, con ulteriore spreco di energie e risorse”.
Il problema dei costi è attualmente uno dei principali per gli agricoltori ed i floricoltori liguri. Il gasolio necessario nelle serre è infatti aumentato di oltre il 35% in una sola stagione, passando da 0,43 centesimi di media del 2006 a 0,60 centesimi.
“E’ chiaro – ha concluso Olivieri – che un tale risparmio consente di amortizzare in breve tempo il costo iniziale della caldaia a biomasse, che si aggira intorno ai 120 mila euro”.
In occasione dell’inaugurazione dell’impianto di Albenga, la Coldiretti di Savona ha presentato anche la “Fondazione Campagna Amica”, che sostiene la produzione di energia pulita da fonti rinnovabili italiane, nel rispetto del paesaggio e della salubrità dell’aria, con un notevole risparmio di emissioni dannose di anidride carbonica e zolfo.

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